NICOLETTA MANTOVANI GUARITA. La sua testimonianza, rilasciata al settimanale Gente, non è un racconto qualsiasi. L’autorevolezza della sua figura, conosciuta per essere la moglie del defunto tenore Luciano Pavarotti, ma anche per essere una accanita sostenitrice del metodo Zamboni contro la sclerosi multipla, rende la sua guarigione un importante fatto mediatico che potrebbe ribaltare le sorti del metodo, aumentandone le possibilità di sperimentazione e sollecitandone nuovamente l’analisi degli esperti, oltre che, ovviamente, e questa è forse la più grande responsabilità di Nicoletta Mantovani, alimentando nuove speranze per i malati di sclerosi multipla.

Guarire dalla sclerosi multipla, secondo l’esperienza della vedova Pavarotti, si può, risolvendo il problema dell’ostruzione delle vene che assicurano l’apporto di sangue al cervello.

Ricordiamo che la patologia della CCSVI (insufficienza venosa cronica cerebrale), individuata dal professor Paolo Zamboni, e universalmente riconosciuta, non è stato invece dimostrato che abbia un ruolo fondamentale nella maggior parte dei casi di sclerosi multipla. Anzi, lo studio CoSMo ha rilevato che non esiste nessuna attendibile relazione tra CCSVI e SM.

Nicoletta Mantovani, ora, si prepara ad una nuova vita, senza più i sintomi della sclerosi multipla che aveva reso la sua esistenza impossibile. Produttrice cinematografica, con un film di cui è orgogliosa: “E la chiamano estate”.

L’uscita del film prodotto dalla Mantovani è prevista per il 22 novembre.