ALLARME NATI PREMATURI O PRETERMINE – Cioè nati prima della scadenza minima prevista per una gravidanza normale: 37 settimane complete di gestazione. la Società Italiana di Neonatologia mette a fuoco il problema dell’aumento dei casi di nascite premature, in occasione della Settimana Nazionale dedicata ai Neonati Prematuri, che culminerà domenica 17 novembre 2013 con la celebrazione della 5° Giornata Mondiale del Neonato Prematuro.

Le statistiche parlano chiaro, sia dell’aumento dei casi di parto pretermine, sia della dislocazione sul territorio italiano della maggiore o minore frequenza di nascite di prematuri. La media nazionale di frequenza di parti pretermine nel 2012 è stata del 7,2% sul totale delle gravidanze, contro il 6,6 % del 2010. Nella classifica ripartita tra le zone d’Italia, la regione Sardegna è al primo posto con il 7,7% di parti prematuri, mentre il record per il minor numero di neonati pretermine spetta a Marche e Molise.

Il perché delle nascite premature è da ricercarsi nello stile di vita delle mamme moderne, nell’aumento dell’età media in cui le donne italiane affrontano la gravidanza, e nell’aumento di casi di gravidanza assistita con conseguente aumento di casi di gravidenze gemellari e nascite di gemelli prematuri, nonché e in una serie di patologie note per essere legate alla gravidanza: ipertensione, patologie alimentari, infezioni.

Prevenzione dei parti prematuri, secondo il Presidente della Società Italiana di Neonatologia, Costantino Romagnoli, passa anche attraverso il “recuperare una dimensione naturale e più “slow” della gravidanza, che la maggior parte delle donne, soprattutto quelle che lavorano, vivono con molto

stress, e che si ripercuote sulla gestazione e sul parto”.

Il presidente della SIN si appella al ministro della Sanità invitandolo ad inserire come priorità nel Patto per la Salute la necessità di analizzare il tema dei nati prematuri; perché diminuire il numero di nati pretermine “è una delle grandi sfide sociali dei nostri tempi così come curarli adeguatamente”.

Le cure e l’assistenza ai neonati prematuri sono migliorate nel corso degli ultimi anni, e si assiste oltre che ad un aumento della sopravvivenza dei prematuri anche ad un calo progressivo della natimortalità legata ai parti prematuri, ma questo non permette di abbassare la guardia. Anche dal punto di vista economico, i costi per il Sistema Sanitario Nazionale non sono indifferenti. Un neonato prematuro richiede assistenza: ventilazione meccanica, monitoraggi, nutrizione parenterale, terapia del dolore, talvolta interventi riabilitativi; che la tecnologia e la medicina sono in grado di offrire in versioni sempre migliorate ma che hanno indubbiamente un costo economico.