ISRAELE APPLICA LA NUOVA LEGGE – Le modelle e i modelli maschi non potranno più essere eccessivamente magri. La magrezza massima consentita per esercitare la professione di indossatori dovrà essere nei limiti stabiliti dall’OMS, che definisce l’indice di massa corporea inferiore a 18,5 come minimo sotto al quale si parla di denutrizione.

Un esempio pratico: per una modella di altezza pari a 1 metro e 72 centimetri, il peso non potrà essere inferiore a 54 chilogrammi.

Vietato anche intervenire con il fotoritocco per snellire artificialmente i corpi, pena multe salate, anche dopo denuncia dei privati cittadini che si accorgano delle trasgressioni alla legge.

Una legge che arriva grazie alla denuncia e all’opera del medico Rachel Adato, sostenitrice delle cause in favore della salute femminile, e di Adi Barkan, fotografo israeliano che conosce da vicino la realtà di queste ragazze e ragazzi, spesso vittime di disturbi alimentari e disposti a morire pur di incarnare, e la parola stona più che mai, l’ideale filiforme della moda.

Il Parlamento israeliano aveva approvato la legge sull’argomento scomodo per l’industria della moda il 20 marzo dello scorso anno.

Quello che per Israele è ora legge, per altri paesi è solo una direttiva adotatta in determinate situazioni: citiamo la Spagna, dove per il Fashion Show di Madrid non si accettano in passerella modelle il cui indice di massa corporea è inferiore a 18. Analoga scelta per la Settimana della Moda di Milano, che vieta di sfilare ai modelli con un IMC inferiore a 18,5.

Purtroppo gli sforzi per regolamentare il peso delle modelle in Spagna e Italia non hanno portato a cambiamenti significativi, in parte a causa delle difficoltà nel determinare con metodi affidabili il rapporto tra magrezza e salute. Più utile si è dimostrata la presa di coscienza e l’impegno personale dei grandi stilisti che scelgono linee di abbigliamento, e modelli per presentarli, più vicini alla realtà di un sano, e veramente bello, fisico in forma.