Mesi di braccio di ferro con Bruxelles

La polemica fra il nostro Paese e la Commissione UE era iniziata a novembre con l’opinione sulla legge di Stabilità, sottoscritta dall’Eurogruppo, in cui l’Italia era stata invitata a compiere i passi necessari per rimettersi in riga con le regole.

Dopo il referendum costituzionale che aveva messo in stand-by il dialogo, ora Bruxelles è tornata alla carica. Roma rischia una procedura per debito eccessivo che costringerebbe l’Italia ad un pesante percorso di aggiustamento. Per scongiurarlo, Bruxelles vorrebbe una correzione pari a circa 3,2 miliardi. Il ministro Padoan lunedì ha replicato: “Vedremo se sarà il caso di prendere misure ulteriori, non è detto”.