IL VIDEOGIOCO MEDAL OF HONOR, uscito ad ottobre 2012, ha portato alla punizione di 7 marinai facenti parte delle Forze Speciali americane, United States Navy SEa, Air and Land forces.

L’accusa è di aver infranto il segreto militare e di aver rivelato particolari della loro attività utilizzati dagli sviluppatori della Danger Close Games del videogioco prodotto da Electronic Arts; che vanta una serie di videogame realistici “sparatutto” in prima persona, giocabili sia nella versione giocatore singolo che in multiplayer.

Gli US Navy SEAL operano di solito nell’ombra, la notorietà la raggiunsero, ad esempio, per aver preso parte all’operazione che portò all’uccisione di Osama Bin Laden. La CBS ha realizzato un servizio televisivo dopo aver scoperto che sette membri della US Navy SEAL hanno subito provvedimenti disciplinari per i segreti militari rivelati e finiti nel videogame. Le punizioni sono state una lettera di richiamo e una perdita parziale della retribuzione per due mesi. Ufficialmente si tratta di “cattiva condotta”, ma carriera militare degli indagati è ovviamente ostacolata da ora in poi dal “tradimento” dei segreti dell’esercito statunitense.

La colpa dei soldati: non aver chiesto il permesso ai loro superiori per prendere parte al progetto del videogioco e aver mostrato agli sviluppatori i video di alcune delle apparecchiature speciali in dotazione ai Navy SEAL appositamente progettate per il

combattimento.

I sette soldati sono ancora in servizio attivo, uno di loro aveva proprio preso parte al raid per l’uccisione di Bin Laden, ma per due giorni tra la primavera e l’estate, hanno lavorato come consulenti pagati per il videogioco, pubblicato di recente, “Medal of Honor: Warfighter“. Altri 4 membri delle Forze speciali americane sono sotto inchiesta per lo stesso motivo.

La trama di Medal Of Honor, gioco a tema la lotta al terrorismo giunto alla sua 14° versione, non ricrea la situazione del raid per Bin Laden, ma vi si riproducono comunque missioni realistiche, come un attacco nel covo di pirati in Somalia.

I membri del Corpo militare speciale, sia in servizio attivo che in pensione, in possesso di informazioni altamente sensibili sulle tattiche e le tecniche delle loro missioni, sono tenuti a firmare accordi di non divulgazione, validi da quando entrano in servizio ma anche quando se ne vanno.