NOZZE NULLE PER SACRA ROTA E STATO – La Corte d’Appello di Bologna ha emesso una sentenza con cui ha dichiarato nulli anche gli effetti civili del matrimonio religioso ritenuto nullo nel 2005 dal Tribunale della Rota Romana, tra due giovani di Parma. Sulla sentenza della Cassazione di delibazione (riconoscimento) della nullità matrimoniale anche in sede civile è stato presentato un ricorso, dalla sposa; l’opinione pubblica nonché gli esperti di legge stanno esprimendo pareri contrastanti.

Le nozze vennero celebrate in chiesa, nella provincia di Parma, nel 1996; 25 e 26 anni rispettivamente la sposa e lo sposo. Nel 2005 la crisi matrimoniale e la presentazione della richiesta di annullamento al tribunale ordinario della Santa Sede, che si occupa delle cause di nullità matrimoniale.

La motivazione della richiesta al dicastero della Curia Romana: il fatto che la sposa fosse dichiaratamente atea, e che lo sposo fosse a conoscenza del fatto che essa non credeva al sacramento del matrimonio. Le nozze religiose, in casi come questo, sono considerate nulle dalla Chiesa cattolica.

La nullità del matrimonio anche dal punto di vista civile, da parte della Corte d’appello di Bologna, è stata motivata dalla “simulazione totale” della coniuge e “divergenza tra volontà e dichiarazione”.

Le rimostranze della sposa si basano sull’asserzione di aver sì simulato la fede religiosa e il credere al sacramento del matrimonio, ma che non avesse alcuna intenzione di tirarsi indietro di fronte agli obblighi civili dell’unione. Quindi, in caso di divorzio, dovrebbe avere gli stessi diritti legali di una qualsiasi altra donna che divorzia, ad esempio ricevere gli alimenti dal coniuge.

Il riconoscimento di nullità però, deciso in sede religiosa in virtù del diritto canonico cattolico, e successivamente ritenuto valido per la Legge e il diritto civile, fa considerare alla Corte d’Appello di Bologna le nozze come mai celebrate, né per la Chiesa e nemmeno per lo Stato italiano.