XXII GIOCHI OLIMPICI INVERNALI – La campionessa di tennis, Maria Sharapova, spera che le Olimpiadi invernali faranno ‘apparire’ la città in cui è cresciuta, Sochi, sulle mappe. La 27enne tennista russa vincitrice per quattro volte del Grande Slam si trova a Sochi come parte del team di commentatori della NBC, ricorda la sua infanzia, dai 2 ai 7 anni trascorsa a Sochi e dice: “Quando andai in America avevo solo 7 o 8 anni, e quando parlavo di Sochi, proprio nessuno conosceva la città. (…) Spiegavo che è sul Mar Nero, che si può sciare lì. Spero che dopo queste Olimpiadi, tutti capiranno la sua importanza e grandezza“.

Maria Sharapova ricorda con affetto la sua città, il parco in cui ha iniziato a giocare a tennis con suo padre, le nuotate nel mar Nero, le gite in montagna. Ai tempi in cui vi viveva la Sharapova la città di Sochi era una località di villeggiatura estiva che accoglieva soprattutto russi durante le vacanze sovvenzionate dallo stato. Le infrastrutture per le attività in montagna e lo sci si limitavano ad un paio di seggiovie arrugginite.

La trasformazione di Sochi in un resort adatto alle vacanze invernali è iniziata nel 2007, quando il Comitato Olimpico Internazionale ha scelto la città russa per mettere in scena i Giochi delle Olimpiadi invernali 2014, preferendola a Salisburgo e Pyongchang.

Più di 50 miliardi dollari di fondi statali e privati sono stati investiti nella regione per prepararla ad accogliere i primi Giochi invernali della Russia, con moderni impianti sportivi costruiti lungo nuove strade, alberghi e numerose altre infrastrutture. Non mancano però le critiche al disegno politico ed economico di Vladimir Putin per Sochi. Proprio oggi arriva notizia del giudizio negativo in tal senso espresso dall’agenzia di rating Moody, e si stanno diffondendo sul web notizie di lavori non conclusi e alberghi non pronti sulle montagne di Sochi ad ospitare i giornalisti e i turisti. probabilmente Maria Sharapova è tra i fortunati giunti a Sochi per le Olimpiadi invernali ed ospitati in un albergo degno.