Maltempo Italia, è bollettino di guerra. Cambio climatico non è coincidenza.

E’ salito a 11 il numero delle vittime causate dal maltempo che sta flagellando l’Italia in queste ore. Dopo il corpo di una donna recuperato in Val di Sole dove è esondato il torrente Meladrio, quello di un surfista gettato sulla scogliera dal vento a Cattolica, e quello di un 63enne di San Giovanni in Marignano (Rimini) morto ieri pomeriggio in mare per un incidente durante un’uscita in kitesurf, si registra una nuova vittima per il maltempo. Questa volta in Trentino, dove il corpo di un pescatore, disperso da ieri nel lago di Levico, è stato recuperato dai sommozzatori dei Vigili del Fuoco. E’ ancora emergenza in molte regioni italiane con esondazioni, piogge torrenziali e mareggiate!

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La giornata di maltempo in Italia ha provocato morti, danni e problemi, tanto che a leggere le notizie sui quotidiani e sui social, sembra leggere un bollettino di guerra. Sono salite a sei le persone morte, a causa del maltempo, nel Lazio (due persone sono morte nel Frusinate, dove un albero è caduto colpendo in pieno l’auto su cui si trovavano), a Savona, in Veneto (un uomo colpito da un albero a Feltre), a Bolzano (un vigile del fuoco volontario è morto a San Martino in Badia per la caduta di un albero) e a Napoli (un albero sradicato dal vento ha colpito in pieno un 21enne della provincia di Caserta mentre camminava nel quartiere di Fuorigrotta), mentre la caduta degli alberi per il forte vento ha provocato il ferimento di molte persone in varie città.

La Spezia è stata investita da una tromba d’aria che ha rovesciato alcuni container vuoti nel terminal al porto. C’è stata anche grandine, pioggia torrenziale e mareggiata. I treni sono stati fermi per la caduta di detriti sui binari, accumulando ritardi di 2 ore. Una tromba d’aria a Manduria, nel Tarantino, ha provocato il crollo del timpano della chiesa di San Michele Arcangelo.

Oggi martedì 30 ottobre resteranno chiuse le scuole in molte città della penisola, tra queste anche quelle di Roma, Napoli e nel Trentino. La giornata di ieri ha fatto registrare un record con l’acqua alta a Venezia, con i turisti obbligati a camminare nelle passarelle nella suggestiva Piazza San Marco.

Pioggia e vento hanno creato notevoli disagi anche nelle località di mare. In particolare a Rapallo in provincia di Genova, dove una grande onda, provocata da una violenta mareggiata che sta colpendo la Liguria, ha rotto parte della diga foranea del

porto dove adesso non rimangono che sassi. Risultato: distrutti decine di yacht. In Liguria in questo momento 22 mila utenze si ritrovano energia elettrica.

E tutto questo mentre esondavano vari fiumi. Il fiume Brenta a Levico, provincia di Trento, con le impressionanti immagini che mostrano decine di pesci che vengono trascinate dalla corrente lungo la strada e le campagne circostanti. Il fiume Piave che invadeva la golena a Ponte di Piave provocando l’evacuazione di case con i residenti in strada. Il fiume a Cerete nel bergamasco con scuola evacuata a Romano. Il fiume Adda provocando molta paura a Piantedo e ad Albosaggia, dove in almeno due punti l’acqua è straripata dagli argini. La raccomandazione della Protezione civile: “State lontani dai corsi d’acqua”.

Nelle due province più nord d’Italia scattato l’allarme rosso Charlie, lo stato più alto della scala. In molti puntano il dito sul fatto che stiamo già vivendo gli effetti provocati dal cambio climatico causato dall’uomo sul pianeta.