Mafalda perde il suo creatore Quino.

Il fumettista argentino Joaquín Salvador Lavado, meglio conosciuto come “Quino“, è morto questo mercoledì all’età di 88 anni, e la notizia è stata confermata sui social network dal suo editore, Daniel Divinsky: “Tutte le brave persone del Paese e del mondo, lo piangeranno”. Sebbene il motivo della morte non sia ancora stato specificato, è stato rivelato che nei giorni scorsi aveva subito un ictus, complicando le sue condizioni generali.

La morte del celebre artista grafico avviene solo un giorno dopo che Mafalda, il suo capolavoro, ha festeggiato il compleanno numero 56 da quando apparve sul settimanale Primera Plana, il 29 settembre 1964. Quel personaggio iconico, noto in tutto il mondo, si caratterizza per mettere in discussione tutto e far riflettere il pubblico con una dose di umorismo.

L’eredità di un artista amato in tutto il mondo

“Quino” è nato a Mendoza (Argentina), ed è stato soprannominato così per distinguerlo da suo zio, che si chiamava anche lui Joaquín. Figlio di padre andaluso e repubblicano, è cresciuto ascoltando le notizie sulla guerra civile spagnola. E fin da bambino sapevo che si sarebbe dedicato ai fumetti.

A 13 anni si iscrive alla School of Fine Arts, ma l’abbandona nel 1949 per dedicarsi completamente all’umorismo grafico. La sua prima striscia fu pubblicata nel 1954, a 22 anni, sul settimanale “Esto Es”.

In quegli anni viveva in una pensione a Buenos Aires, dormendo in una stanza condivisa con tre persone. Nel 1963 esce il libro umoristico “Mundo Quino”, e l’anno successivo Mafalda, che lo porta al successo, fa la sua prima apparizione.

Mafalda perde il suo creatore Quino.

Così, quella ragazza, con idee progressiste e battute contro i capi conservatori, divenne un simbolo degli anni ’60, diventando molto popolare in tutto il mondo di lingua spagnola. E, negli anni, le vignette dell’artista sudamericano sono state pubblicate in 35 lingue.

Quino“, caratterizzato dal suo basso profilo, di solito non rilasciava interviste: “Per motivi di timidezza non si accettano segnalazioni di alcun genere”, ha risposto una volta per evitare di parlare con la stampa. Dopo la sua morte, Joaquín Salvador Lavado lascia un ricordo indelebile per il mondo della critica e della riflessione, tra le risate: 1.928 strisce con protagonista la piccola Mafalda, la sua creazione preferita, e tanti disegni che risuonano oggi per spiegare situazioni politiche, o dalla vita di tutti i giorni.