Malgrado le osservazioni OCSE, e la scarsa competitività dell’Italia con gli altri paesi industrializzati nella promozione dell’utilizzo dei libri digitali nelle scuole, il ministro dell’Istruzione Anna Maria Carrozza ha deciso, a fronte dell’incontro recente con gli editori italiani, di frenare sull’adozione dei libri elettronici nelle scuole italiane previsto dal Piano Scuola Digitale del suo predecessore.

Il passaggio all’utilizzo dei testi digitali o quantomeno misti, e relative integrazioni multimediali, previsto dal decreto Profumo inizialmente per il settembre 2013 e poi rimandato al 2014, era stato osteggiato dall’Associazione italiana editori (AIE) con un

ricorso al TAR. Ora, pare che di libri di testo digitali nelle scuole non si parlerà almeno fino all’anno scolastico 2015/2016.

Con l’arresto nel processo di digitalizzazione della scuola e il mantenimento della situazione attuale, si elimina il problema per gli editori di mandare al macero i testi cartacei già stampati, e si aggira il rischio di vedere diminuire drasticamente i prezzi dei libri scolastici, sia su supporto tradizionale cartaceo che in versione eBook. Il cambio di rotta del MIUR rischia però di trascinare con sé il tentativo di abbattere del 20-30% il tetto di spesa per i libri scolastici nelle scuole secondarie. Un risparmio per le famiglie italiane previsto anch’esso dal decreto Profumo, ma secondo gli editori comunque irrealizzabile.