EBEN ALEXANDER La storia di un viaggio nell’aldilà raccontata da un neurochirurgo. Un libro sulla più sorprendente esperienza di vita oltre la morte degli ultimi anni.

Tra esoterismo e scienza, spiritualità, cristianesimo, mitologia e new age, l’esistenza dell’aldilà è argomento da sempre dibattuto.

L’oltretomba, il passaggio dall’esistenza terrena alla “vita” dei morti, che smette di essere una minaccia e diventa una nuova realtà, perché dona la speranza di una vita dopo la vita, con caratteristiche comunque in qualche modo assimilabili alla nostrà realtà terrena.

Fedeli di dottrine religiose tra le più varie presenti nel mondo, e dalle tribù alle megalopoli del mondo occidentale, nessuno è immune dal fascino del mondo ultraterreno. Qualsiasi sia l’idea concreta che si nasconde dietro al concetto di una vita oltre la vita. L’aldilà ha le caratteristiche del fenomeno globale, come del resto la stessa vita e la morte che tutti accomuna. Fedeli discepoli di teismo, panteismo, deismo, ma anche atei o agnostici, hanno una propria idea dell’aldilà, inevitabilmente dipendente dalle proprie radici culturali.

Esperienze ai confini con la morte, NDE, abbreviazione della definizione in inglese Near Death Experience, sono state tema di opere d’arte, film, fumetti, fiction e addirittura di sitcom, discussioni e semplici racconti di persone comuni.

Video, foto, presunte testimonianze dell’esistenza dell’aldilà, abbondano; anche di personaggi autorevoli, uomini religiosi, persone di cultura. Ma ora arriva la testimonianza di un medico, un rappresentante della scienza, Eben Alexander, neurochirurgo, cristiano anche se non praticante. Scettico sulla figura di Gesù e con una visione personale di Dio, autore del libro “Proof of Heaven“. In uscita il 23 ottobre in inglese, e già acquistabile online in pre-ordine su Amazon.

Tra angeli e farfalle, nubi e canti celestiali, Eben Alexander racconta la sua esperienza dell’aldilà, il suo viaggio che fornisce, come suggerisce il titolo del libro, “La prova del Paradiso”.

I cambiamenti nella sua esistenza dopo il coma durato sette giorni e che disattivò le funzioni della corteccia cerebrale, regalandogli lo stato di premorte e con esso l’esperienza di un viaggio soprannaturale.

La vita di Eben Alexander è cambiata dopo la visita in quello che ricorda il paradiso dell’immaginario cristiano: lo scienziato ha imparato a dare un altro senso alla sua esistenza, al rapporto con moglie e figli, a prendere in considerazione l’anima e lo spirito dei suoi pazienti, oltre che alle funzioni fisiologiche e neurologiche del loro cervello.

Scetticismo e polemiche lo investono ora in prima persona, i suoi colleghi negano che il suo racconto sia frutto di un’esperienza concreta e lo relegano ai confini di un sopravvento dell’immaginario.

Eben Alexander lotta, ora, dall’altra parte della barricata, per far accettare l’autorevolezza della sua testimonianza, scrive un libro che è il racconto del suo viaggio nell’aldilà, ne porta le prove, o almeno tenta.

La ricerca della sua spiegazione dell’aldilà prosegue, con i mezzi messi a disposizione dalla cultura e dalla scienza. La vita ultraterrena diventa campo di indagine per l’uomo di scienza, per uno specialista nell’attività del cervello. Una svolta nell’affrontare l’argomento, che forse convincerà gli scettici, forse alimenterà nuove polemiche sull’esistenza dell’aldilà.