CHI È EBEN ALEXANDER, l’autore del libro sull’aldilà che prova l’esistenza del paradiso. Uno scienziato, esperto del cervello, che nel 2008 entrò in coma per 7 giorni e si ritrovò in paradiso.

La definizione di paradiso, quella classica e legata soprattutto al cristianesimo, concorda con la descrizione del paradiso di Alexander: un luogo utopico, almeno fino alla sua esperienza diretta di premorte ma che ora Alexander insiste nel dichiarare concreto e reale, dove il concetto di tempo non esiste e regnano pace, armonia, felicità.

Eben Alexander ora “vede tutto con occhi nuovi”, entrando in una chiesa “percepisce nuovamente l’amore universale del suo viaggio; attraverso le finestre di vetro colorato, le note basse dell’organo, i dipinti di Gesù”.

Il libro, “Proof of Heaven: A Neurosurgeon’s Journey into the Afterlif”, è il racconto di viaggio del professor Eben Alexander, un viaggio permesso alla sua anima dalla disattivazione della corteccia cerebrale in conseguenza di una meningite batterica. L’attività nulla della neocorteccia, considerata sede delle funzioni di apprendimento, linguaggio e memoria grazie alla presenza di neuroni e sinapsi, fu monitorata attraverso esami clinici e TAC durante lo stato vegetativo e questo, secondo Alexander, lo rende un caso unico al mondo.

La presentazione del lavoro di Eben Alexander è avvenuta trionfalmente sul settimanale Newsweek, con un lungo e dettagliato articolo che precede l’uscita del libro, il 23 ottobre.

Critiche e polemiche non potevano mancare, il professor Alexander si trova ora a scontrarsi con lo scetticismo dei colleghi, che cercano di dare risposte concrete e scientifiche ai suoi racconti. Come del resto lui stesso ha fatto per anni con i suoi pazienti, nel ruolo di neurochirurgo.

Creature e canti celestiali, concetti espressi senza l’uso del linguaggio ma attraverso una sorta di comunicazione sensoriale e percettiva , farfalle e nubi, luminescenze, una donna bellissima che lo guida lo rassicura di essere oggetto di amore cosmico incondizionato e infinito,  e il grande nero che è presenza di Dio.

Le critiche fioccano, al libro sull’aldilà e all’autore, ma anche a Newsweek che ha dato tanto risalto alla notizia e ai media che hanno ribattuto a livello globale. Seppure con scetticismo, non si può non considerare questo libro sull’aldilà come un importante documento nell’ambito dell’argomento. Prendiamo almeno il libro per quello che sostanzialmente è: una autobiografia del sé cosciente e razionale e di una parte di sé indefinibile: Eben Alexander prima e dopo il viaggio extracorporeo nell’aldilà.

La vita di Eben Alexander è profondamente cambiata dopo questa esperienza mistica nell’aldilà: il pragmatico neurochirurgo scettico ha scoperto una nuova sensibilità, un nuovo atteggiamento verso l’incognito della vita ultraterrena, ma anche un rinnovato rapporto con il suo quotidiano: dal senso del matrimonio all’amore per i figli.

Soprattutto, un diverso e nuovo approccio a chi si dice testimone di un’esperienza di viaggio come la sua, un’escursione temporanea nell’aldilà, andata e ritorno dal paradiso, nella vita oltre la morte.

Ecco il video, tratto da YouTube, in cui Eben Alexander parla della sua esperienza dell’aldilà e del suo libro, di ritorno da paradiso.