MAX ESCE DAL COMA DOPO 10 ANNI – Ma Alda D’Eusanio, su Rai 1, non lo invidia e commenta “Questa non è vita. Se mi dovesse capitare chiedo a mia madre di non curarmi“, le parole dell’ospite suscitano immediate polemiche, e la famiglia di Max Tresoldi vuole ora le scuse ufficiali dalla Rai. Oggi, il quotidiano Avvenire, rilancia il fatto, con indignazione, titolando “La Vita non va in diretta”.

Nelle frasi della mamma di Max, Lucrezia, riassunti i punti sostanziali del problema: chiama in causa la stessa Rai e si chiede “Chi invita come esperti? A che titolo quella donna dice a mio figlio che la sua vita è indegna?“.

La storia di Max Tresoldi ha di sensazionale che l’uomo è uscito dal coma nel 2011, dopo dieci anni di stato vegetativo; questo dovevano raccontare, in collegamento da casa con la trasmissione, lo stesso Max e la sua famiglia. Durante il coma Max non ha vissuto esperienze soprannaturali o comunque impressionanti, come quelle di cui si era parlato nella prima parte della trasmissione, ma la grandezza della sua esperienza è nella sorpresa del risveglio.

Alla fine del racconto entra in scena Alda D’Eusanio, ospite de “La Vita in Diretta”, e prima che Max possa mostrare il poster con su una scritta da lui tracciata “Sono tanto felice”, la D’Eusanio esprime il suo parere: “Tornare in vita senza poter più essere libero, e soffrire, e avere quello sguardo vuoto… mi dispiace, no!”.

Imbarazzo, dei conduttori del programma, Paola Perego e Franco Di Mare, e del pubblico in sala basito, ma che non contagia la D’Eusanio, imperterrita nella sua esternazione in totale contrasto con lo spirito di speranza e di amore della testimonianza di Max e dei suoi genitori.

Infine, la mamma di Max riesce a dire, brevemente, la sua: “Voglio dire a quella signora che io non ho riportato in vita mio figlio, mio figlio è sempre stato in vita. E la sua vita è bella così com’è”.

La Rai, consapevole della gaffe, ha già chiesto scusa alla famiglia Tresoldi, per telefono, dopo la chiusura della puntata della trasmissione. Ma ancora non sono arrivate le scuse ufficiali, dal direttore di Rai 1.

Stato vegetativo e vita dopo la morte sono state in compenso confuse per la maggior parte del programma, così come coma e morte cerebrale.

E questo è altrettanto grave. La disinformazione a sostegno del sensazionalismo; che viene condannata da Avvenire.

Il video completo della puntata di “La Vita in Diretta” di lunedì 4 ottobre, visibile sul sito web ufficiale della trasmissione, comprende le 2 ore e 40 minuti in cui non si parla di Max, e gli interventi in cui si parla di vita oltre la morte, luci, porte ultraterrene, visioni del paradiso e in generale di un aldilà che spesso viene nominato e di cui vengono offerte testimonianze e descrizioni quando si trattano casi di risveglio dal coma. Solo alla fine del video si possono vedere le immagini da casa di Max e della sua famiglia, poi l’intervento di Alda D’Eusanio.

Max, svegliato dal coma, disse: “C’ero sempre stato. Sentivo e vedevo tutto, ma non sapevo come dirvelo”. Anche a La Vita in Diretta non è stato lasciato che l’asperienza di Max parlasse ai telespettatori, ma ci si augura che malgrado l’intervento della D’Eusanio, grazie anche al riscontro che ora l’evento ha sui media, la testimonianza di Max abbia raggiunto lo scopo: trasmettere amore e speranza.