JULIA PASTRANA LA DONNA BARBUTA – Definita anche la donna più brutta del mondo, deceduta 153 anni fa, ha finalmente trovato la sua pace. Le sue spoglie sono state sepolte in Messico, sua terra di origine.

Nata nel 1834 e afflitta da una malattia del sistema endocrino, caratterizzata da iperattività ormonale, che rendeva il suo viso irsuto, coperto di spessi peli, Julia Pastrana era stata anche chiamata donna-orso, dal suo manager e marito, Theodore Lent. Nel 1854 in un articolo del New York Times, Julia venne definita “il collegamento tra l’uomo e l’orango”, spesso si parlava del suo aspetto come “estremamente rivoltante”, si interessano di lei dottori ma nessuno all’epoca seppe individuare le patologie relai di cui soffriva e che, oltre ai molti peli, le causavano un ispessimento delle labbra dovuto ad iperplasia gengivale e una doppia fila di denti. Ma tutto questo fece la sua fortuna economica e quella di suo marito.

Julia Pastrana morì di parto solo 6 anni dopo aver iniziato la sua “carriera” di attrazione da circo. Aveva 26 anni, con lei portò anche il figlioletto che non sopravvisse al parto, anche lui con il corpo ricoperto di peli. La BBC, come anche delle note su Wikipedia in lingua inglese, riportano che il marito di Julia fece imbalsamare il corpo della donna con ipertricosi e continuò ad esibirlo in giro per l’Europa, per decenni.

In seguito il vedovo della donna più brutta del mondo convolò a seconde nozze, anche questa volta con un’altra donna barbuta, che chiamava “la sorella di Pastrana”.

Da un certo punto in poi, di questa storia si perdono i contorni, l’unica certezza era che il corpo imbalsamato della donna barbuta si trovava in un magazzino in Norvegia, da dove però venne rubato da vandali. Successivamente ritrovati nella spazzatura, i resti vennero trasferiti all’Università di Oslo e conservati in un deposito per decenni, mai sepolti, per volere dei ricercatori che continuavano a studiare quella strana creatura. Ora, nel febbraio 2013, i resti mummificati della donna barbuta sono tornati in Messico e saranno seppelliti in un cimitero di Sinaloa de Leyva, città vicina al suo luogo di nascita. La sepoltura le sarà finalmente data grazie all’intervento dell’artista messicana Laura Anderson Barbata, che nel 2005 avviò una petizione per ottenere che le spoglie di Julia Pastrana tornassero in patria e anche la donna più brutta del mondo potesse riposare in pace.