SCHIZOFRENICO, NON FALSO – Si giustifica così l’uomo accusato di aver eseguito una serie di gesti sensa senso al posto della traduzione nel linguaggio dei segni alla cerimonia in onore di Nelson Mandela il 10 dicembre scorso.

A fianco di leader mondiali, come il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, ha dichiarato di aver sentito voci e aver avuto allucinazioni. Ha altresì spiegato di aver avuto altre crisi in passato, e di aver assunto spesso atteggiamenti violenti.

Si chiama Thamsanqa Jantjie, età 34 anni, e ha rilasciato numerose dichiarazioni ai media in queste ore, dopo che è scoppiato lo scandalo del traduttore che gesticolava senza trasmettere nulla alla cerimonia per Mandela. Ha parlato in radio, ha risposto ad un’intervista telefonica dell’agenzia di stampa Reuters, e ha conversato per 45 minuti con l’Associated Press.

Le allucinazioni dice, sono cominciate mentre stava apprestandosi a tradurrre gli interventi e che, resosene conto, ha cercato di controllarsi e non farsi prendere dal panico, soprattutto rendendosi conto che intorno a lui erano presenti numerosi poliziotti e agenti di sicurezza armati. Ha aggiunto anche che in passato è stato ricoverato in una struttura per problemi di salute mentale per più di un anno.

Jantjie, che stava gesticolando in modo incomprensibile secondo gli esperti, a fianco di Obama e degli altri intervenuti alla cerimonia di martedì, è stato visto da tutto il mondo, essendo la cerimonia trasmessa in diretta televisiva e in streaming. Ancora oggi, giovedì, sostiene che la sua traduzione nel linguaggio dei segni era corretta e di essere un “campione” nel suo campo. L’interprete accusato di essere un fake ha comunque chiesto scusa per la sua interpretazione, che è stata giudicata da molti esperti di lingua dei segni come un agitarsi sensa senso.

Le dichiarazioni di Thamsanqa Jantjie sollevano seri dubbi sul livello di sicurezza in cui si sono mossi Obama e gli altri capi di Stato e il Segretario generale dell’ONU Ban Ki-Moon, che sono intervenuti con i loro discorsi alla cerimonia nell’FNB Stadium di Soweto, la township nera di Johannesburg.

L’organizzazione SA Interpreters, che Jantjie ha riferito averlo contattato per fare da interprete nella lingua dei segni al memoriale, ha rifiutato di commentare.