EGITTO – Una pattuglia della polizia portuale ha fermato un peschereccio vicino alla città di Alessandria e ha arrestato tre sub mentre cercavano di tagliare un cavo Internet sottomarino appartenente alla principale società di comunicazione del paese, la Telecom Egypt, secondo quanto riferito da un portavoce militare.

In una dichiarazione, il portavoce militare, il colonnello Ahmed Mohammed Ali ha detto: “Le forze armate hanno sventato un tentativo di sabotaggio e arrestato tre subacquei mentre stavano tagliando un cavo sottomarino“. Non ha fornito ulteriori dettagli sul motivo per cui gli uomini cercavano di recidere il cavo.

Recentemente i dirigenti della società di telecomunicazioni avevano segnalato un rallentamento delle trasmissioni in Internet per danni causati a un altro cavo, questa volta pare accidentalmente, da una nave.

I servizi di comunicazione in Egitto sono in parte interrotti dal 22 marzo 2013 e l’executive manager di Telecom Egypt, Mohammed el Nawawi, aveva comunicato attraverso il canale televisivo CBC che il servizio della Rete sarebbe stato ripristinato proprio oggi, giovedì 28 marzo. Uno dei cavi sottomarini per le comunicazioni, aveva precisato in una relazione all’agenzia di stampa MENA, era stato tagliato a 750m al largo della costa.

Connessioni internet lente erano state segnalate anche in altri paesi lontani, come il Pakistan e l’India dalla statunitense Renesys, una società che vanta un’esperienza vasta e profonda nel settore

delle telecomunicazioni, dei networking, di sicurezza e gestione della Rete e di Internet. Proprio Jim Cowie, chief technology officier della Renesys, avverte che il taglio di un cavo in una zona può provocare rallentamenti e congestionamenti della Rete Internet in tutto il mondo. Argomento di grande attualità in questi giorni, in cui la navigazione nella Rete mondiale sta subendo un rallentamento. Internet lento, in questo caso, pare a causa della più grande invasione di spam e phishing della storia di Internet dovuta alla “battaglia” a colpi informatici tra il provider e hosting olandese CyberBunker e l’osservatorio britannico anti-spam Spamhaus.