Incendio Atente, un disastro biblico: molti morti in auto mentre tentavano di scappare dal fuoco in Grecia.

E’ una “tragedia dalle dimensioni bibliche” quella che sta vivendo la Grecia din queste ultime ore. I disastri naturali come i terremoti, hanno l’oceano come il principale nemico dell’umano. Oceano dal quale deve fuggire prima di un eventuale tsunami. Tuttavia, nel tragico caso dell’incendio nella periferia di Atene in Grecia, il mare è diventato un alleato fondamentale. Gli abitanti di Attica, la città più colpita dal mega incendio greco, si sono dovuti immergere nelle sue acque per ingannare la morte, compresi i turisti.

Si temono 100 morti nei devastanti roghi a nord di Atene.

La stima arriva dal sindaco di Rafina, una delle zone più colpite, dove circa 1500 abitazioni sono state distrutte e dove la popolazione si è riversata sulle spiagge per fuggire alle fiamme. Alcuni elicotteri si sono alzati in volo per verificare se ci sono persone da salvare lungo la costa. In un’intervista tv, Evangelos Bournos spiega di non aver ricevuto alcun ordine di evacuazione.

Devastazione è la parola che descrive una tragedia delle più mortali, avvenuta nel continente europeo negli ultimi decenni, secondo i resoconti dei media locali. La maggior parte dei morti era intrappolata nelle loro case o nelle loro macchine, mentre cercava di sfuggire al fuoco.

Le immagini aeree mostrano il livello di voracità delle fiamme. 150 persone sono state bruciate e ricoverate in ospedale, mentre gli abitanti di Mati e Attica si sono rifugiati dal fuoco aspettando che tutto accadesse.

Il primo ministro greco Alexis Tsipras ha paragonato quello che è successo come un “disastro biblico“, assicurando che almeno 700 persone potrebbero essere salvate dalle fiamme in Attica e Mati, città costiere che oggi ringraziano il mare per la protezione a loro offerta.