TECNOLOGIA – Il nuovo mantello dell’invisibilità: sottile e adattabile alle diverse tipologie e dimensioni degli oggetti, efficace lì dove i precedenti modelli avevano fallito.

Due ricercatori del Department of Electrical & Computer Engineering dell’Edward S. Rogers Sr., in nord America, hanno progettato e testato un mantello dell’invisibilità che parte da un nuovo approccio al problema di rendere invisibile un oggetto.

George Eleftheriades e Michael Selvanayagam hanno pensato ad un “mantello attivo” con piccole antenne in grado di irradiare un campo elettromagnetico che devii le onde che, colpendolo, renderebbero percepibile l’oggetto.

La dimostrazione sperimentale del mantello elettromagnetico dell’invisibilità è pubblicata oggi, 13 novembre 2013, sulla rivista Physical Review X.

Spiegano gli scienziati che invece di circondare ciò che si sta cercando di nascondere con un mantello fisico composto di uno speciale metamateriale, e quindi di un certo spessore, loro lo circondano con uno strato di piccole antenne per creare un campo elettromagnetico flessibile e di minimo spessore, che devia i riflessi dall’oggetto.

Un passo avanti rispetto a tutti i modelli di mantelli dell’invisibilità creati fino ad ora, il mantello potrebbe essere piatto, come una coperta o pelle, e le “antenne” per il campo magnetico praticamente “stampate” sul supporto. Questo mantello ultrasottile potrebbe nascondere un oggetto dal rilevamento di onde in una gamma di  frequenza più ampia rispetto a qualsiasi tecnologia di occultamento disponibile fino ad ora.

Nel modello attuale le antenne debbono essere mantenute manualmente in sintonia con la frequenza alla quale si vuole nascondere l’oggetto, ma in futuro potrebbero funzionare sia come sensori che come antenne attive, adattando le onde emesse a formare il campo protettivo in tempo reale, proprio come già si fa con la tecnologia per le cuffie a cancellazione del rumore.

Al di là di ovvie applicazioni dei mantelli dell’invisibilità, come nascondere veicoli militari o per effettuare operazioni di sorveglianza, questa nuova tecnologia di occultamento potrebbe eliminare ostacoli. Ad esempio, le strutture che interrompono la trasmissione delle onde dei telefoni cellulari potrebbero essere “ammantate” per consentire ai segnali di passare liberamente grazie alla deviazione imposta dal campo magnetico.

I test, per ora, hanno mostrato che il nuovo sistema di occultamento funziona con le onde radio, in futuro non si esclude che si possa rendere il mantello dell’invisibilità efficace per l’occhio umano, intercettando le onde luminose che ci consentono di vedere gli oggetti.