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ROMA – Il nuovo capo del governo italiano, Giorgia Meloni (45 anni), prima donna ad assumere questa carica nel nostro Paese, ha suscitato polemiche dopo aver chiesto di essere chiamata “primo ministro” invece che “prima ministra”, optando per la declinazione di genere maschile anziché femminile.

Nei primi comunicati emessi da quando ha prestato giuramento, il nuovo governo italiano l’ha presentata come “primo ministro Giorgia Meloni“.

Il primo ministro, Giorgia Meloni, sarà martedì 25 ottobre alla Camera per fare dichiarazioni sul suo programma di governo“, si legge nell’ultimo comunicato di Palazzo Chigi. “Cordiale e fruttuosa conversazione di oltre un’ora tra il primo ministro, Giorgia Meloni, e il presidente francese, Emmanuel Macron“, si legge in un’altra nota diffusa dopo un incontro tra i due leader.

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La decisione di declinare la posizione in questo modo ha creato polemiche in Italia.

L’ex presidente della Camera Laura Boldrini, del Pd, ha criticato la richiesta del presidente, chiedendosi se “è troppo” per il leader dei Fratelli d’Italia (HDI) usare il femminile.

La prima donna ‘premier’ si fa chiamare con il maschile, il presidente. Cosa le impedisce di rivendicare la sua leadership nella lingua? Affermare il femminile è troppo per il leader del partito Fratelli d’Italia, partito che già dimentica le sorelle nel suo nome?“, ha scritto la Boldrini sul suo account Twitter.

Anche il Sindacato dei giornalisti della RAI ha deplorato che Meloni sia contraria alle norme europee sull’uso del femminile negli uffici pubblici e nelle professioni e ha denunciato una “pericolosa battuta d’arresto” nelle redazioni della radio e della televisione, assicurando che c’è pressione da parte della direzione per utilizzare la denominazione maschile.

La condirettore del Dizionario della lingua Italiana Treccani, Valeria della Valle, ha invece spiegato che, secondo la grammatica e l’aggiornamento della lingua italiana, Giorgia Meloni dovrebbe chiamarsi “la presidenta”. Sottolinea però che, dal punto di vista delle consuetudini sociali, la presidente “ha tutto il diritto” di chiamarsi come vuole.