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L’ex calciatore e leggenda dell’Italia Gianluca Vialli è morto questo venerdì all’età di 58 anni a Londra, dove era rimasto ricoverato a causa del peggioramento delle sue condizioni di salute dopo una lunga battaglia contro il cancro al pancreas. La sua scomparsa a pochi giorni da quella di Sinisa Mihajlovic.

Il leggendario attaccante, uno dei più riconosciuti nel Paese negli anni ’80 e ’90, era in cura dal 2017 e nell’aprile 2020 ha annunciato la sua vittoria nella lotta contro la malattia. Tuttavia, nel 2021 gli è stato diagnosticato un cancro per la seconda volta. Il suo stato di salute è peggiorato la settimana prima di Natale.

Vialli esordisce nel professionismo con la Cremonese, la squadra della sua città natale, e nel 1984 si trasferisce alla Sampdoria, a Genova, dove vive una delle tappe più belle della sua carriera. In quest’ultimo ha segnato 141 gol in 328 partite e ha aiutato il club a vincere la Serie A del paese per la prima e unica volta. A genova ha vinto anche una Coppa delle Coppe.

Gianluca Vialli

Tra il 1984 e il 1989 ha vinto quattro Coppe Italia, e nel 1992 ha firmato per la Juventus, con la quale ha vinto di nuovo la Serie A. Durante quattro stagioni, ha vinto anche una Coppa UEFA e la vittoria in Champions League. Ha giocato anche per la nazionale italiana tra il 1985 e il 1992, partecipando a 59 partite e segnando 16 gol. Raggiunse ile 3° posto ai mondiali di Italia 90.

Vialli ha concluso la sua carriera al Chelsea, dove ha servito sia come giocatore che come allenatore, vincendo la FA Cup, il campionato inglese e la Coppa delle Coppe UEFA.

Dopo aver lasciato il Chelsea, ha continuato a vivere a Londra e si è dedicato alla televisione e ad altre attività.

Nel 2019 l’amico e allenatore dell’Italia Roberto Mancini gli propone di entrare a far parte della squadra tecnica della Nazionale, e da allora Vialli ricopre l’incarico di capodelegazione della nazionale italiana. A metà dicembre dello scorso anno, dopo aver consultato il suo team di oncologi, ha annunciato la sospensione dall’incarico in tale incarico, auspicando che la sua assenza fosse temporanea.