ENERGIA SOLARE – Aumentare la produzione di energia dai pannelli solari del 25%, utilizzando minuscoli fili realizzati con arseniuro di gallio, GaAs, un materiale costoso ma che eccelle nel convertire la luce solare in elettricità.

È la startup della Sol Voltaics, società fondata dall’esperto di nanotecnologie Lars Samuelson nel 2008 a Lund, in Svezia, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza nel catturare l’energia solare, produrre energia elettrica dal sole e ottimizzarne lo stoccaggio grazie all’utilizzo di ridotte quantità di nuovi nanomateriali.

L’idea della Sol Voltaic arriva in un momento in cui un eccesso di offerta di pannelli solari in tutto il mondo, soprattutto negli ultimi due anni, ha causato un crollo dei prezzi e il fallimento delle aziende produttrici.

Le società che si occupano di ricerche di mercato hanno previsto che la stretta non è finita e che più di 100 produttori di pannelli solari scompariranno nei prossimi anni.

Secondo gli esperti della Sol Voltaics il prossimo passo per il fotovoltaico sarà quello di ridurre le dimensioni dei pannelli e aumentarne il rendimento, ottendo così le caratteristiche per una rinnovata competitività del prodotto sul mercato. La loro startup prevede la produzione di celle solari sormontate da nanofìli, (1-2 micron di lunghezza e 100-200 nanometri di diametro), in arseniuro di gallio. Inglobati in un supporto liquido che prende così il nome di SolInk, i nanofìli vengono spruzzati sulle celle solari: meno di un grammo di nanofìli basta per coprire un metro quadrato di superficie del pannello.