Il caso di Maria, la bambina bionda tra gli zingari, ha attirato l’attenzione mondiale, con migliaia di chiamate alle autorità da persone che credono possano conoscere la sua vera identità.

L’ultimo colpo di scena è la testimonianza di Sasha Rushev, (o Rusheva secondo le regole del genitivo in uso nella lingua bulgara). Una donna di 35 anni, anche lei rom, di origini bulgare, in una intervista al quotidiano britannico Daily Mail rivela di essere lei la madre naturale di Maria.

I colori chiari della bambina sarebbero giustificati, secondo quanto affermato dai coniugi Rushev, dal fatto che nella famiglia del padre ci sono casi di albinismo. Nelle foto diffuse dal Daily Mail online si vedono alcuni degli altri figli della coppia che effettivamente sono biondi e hanno occhi azzurri. Il test del DNA servirà a chiarire la situazione.

Non ho venduto Maria, né volevo darla via. Negli ultimi quattro anni non ho mai dimenticato Maria. Io prego per lei ogni giorno. La rivoglio, la rivoglio indietro”.

Sasha Rusheva, che aveva appena 13 anni quando ebbe il suo primo figlio, ha detto di essere stata incinta di Maria quando andò in Grecia per lavorare come bracciante, con il marito.

Ha raccontato di come la sua figlia maggiore fosse rimasta in Bulgaria per occuparsi dei suoi altri figli, ma la decisione della ragazza di sposarsi e fare una propria famiglia costrinse Sasha a rientrare a casa in Bulgaria sette mesi dopo la nascita di Maria.

Ha affermato di non aver potuto portare Maria con lei in quanto non poteva permettersi di pagare le pratiche e un certificato di nascita per sua figlia. Le autorità greche obiettano alle parole della donna che il documento di riconoscimento per un bambino, l’unico certificato necessario per poter viaggiare tra Grecia e Bulgaria con il proprio figlio, costa solo 15 euro.

Ma Sasha dice di essere stata costretta suo malgrado a lasciare la bambina ad una donna rom con cui condivideva l’abitazione, con il patto che la donna si sarebbe poi occupata di rimandarle la bambina in Bulgaria. Cosa che non è accaduta.

Non riesco a ricordare il suo nome, è stato quattro anni fa”. Aggiunge Sasha, per giustificare che non si sia battuta di più per riavere la piccola. “Non sapevo cosa fare. Ho chiamato la donna più volte e sapevo che Maria era al sicuro e stava bene. Ma non so perché non me l’hanno rimandata”.

Poi, le difficoltà economiche resero difficile per Sasha anche mantenere i contatti con la sua bambina e la coppia rom del campo di Farsala.

Non avevo abbastanza soldi per chiamare la donna in Grecia, così ho smesso di cercare di entrare in contatto con lei. Non sapevo cosa stava succedendo con la mia bambina. Ma non ho mai smesso di volerla con me, lei è la mia carne e il mio sangue”.

I controlli effettuati dalle autorità hanno confermato che i Rushev hanno registrato la nascita di un bambino, circa quattro anni, fa in un ospedale di Lamia, non molto distante dal campo rom di Farsala dove è stata trovata Maria.

La polizia greca suppone che Maria potrebbe essere stata coinvolta nel traffico di bambini, gestito da organizzazioni che offrono neonati a coppie senza figli per cospicue somme di denaro, ma forse l’affare che riguardava Maria saltò perché proprio in quel periodo le autorità intensificarono i controlli per sgominare le organizzazioni illecite.

Dai casellari giudiziari risulta anche che una donna di nome Sasha Rushev, e la grafia esatta del nome contribuisce a creare problemi, è stata arrestata all’inizio del 2009, lo stesso periodo in cui Maria sarebbe stata data in consegna alla coppia di rom in Grecia. L’accusa fu di cercare di vendere un bambino; la donna però fu liberata su cauzione e fuggì con il bambino.

Inoltre, nel gennaio di quest’anno pare che una Sasha Rushev sia stata arrestata a Salonicco, vicino al confine con la Bulgaria, per lo stesso reato. In quell’occasione risulta che un bambino sia stato preso in custodia, ma la madre scomparve prima dell’udienza in tribunale.

Sotiris Koutsobelis, vicesindaco di Lamia, la città dove sarebbe nata Maria secondo la testimonianza della Rushev, ha commentato: “Sembra che la signora Rushev abbia venduto bambini continuamente”.

Intanto, si attende il risultato del test del DNA su Sasha Rushev e le autorità bulgare in collaborazione con quelle greche continuano a raccogliere informazioni sui suoi viaggi in Grecia negli ultimi anni.