ORGANOX E TRAPIANTO DI FEGATO – Un fegato umano è stato trapiantato con successo ad un paziente, dopo che, estratto dal donatore, è stato possibile tenerlo in funzione al di fuori del corpo grazie ad una macchina di nuova concezione.

Un team britannico di medici, ingegneri e chirurghi hanno comunicato il raggiungimento dell’obiettivo, l’uso della macchina innovativa messa a punto potrebbe divenire una prassi comune negli ospedali di tutto il mondo, raddoppiando il numero di fegati disponibili per i trapianti.

Per ora la procedura è stata messa in opera per due pazienti in lista per il trapianto di fegato in Gran Bretagna, entrambi stanno avendo un recupero post operatorio eccellente, secondo quanto riportato dall’equipe medica in una conferenza stampa.

È stato sorprendente vedere un fegato grigio estratto dal corpo umano, riprendere il suo colore una volta collegato alla nostra macchina, e funzionare come all’interno del corpo“, ha detto Constantin Coussios, un professore di ingegneria biomedica dell’Università di Oxford e uno degli inventori della macchina.

I fegati destinati al trapianto attualmente sono tenuti “in ghiaccio” in un processo che raffredda la ghiandola per rallentarne il metabolismo e bloccarne le funzioni. Questo sistema è utilizzato da diversi decenni, ma spesso danneggia il fegato e lo rende inadatto al trapianto. I chirurghi dicono che tenere fegati “in ghiaccio” per più di 14 ore è rischioso, anche se in alcuni casi un fegato può resistere fino a 20 ore.

Circa 13000 trapianti di fegato vengono effettuati ogni anno in Europa e negli Stati Uniti, ma sono circa 30000 i pazienti che avrebbero bisogno di un fegato nuovo. Oltre 2000 fegati disponibili per il trapianto vengono però scartati ogni anno perché sono danneggiati dalla privazione di ossigeno o non sopravvivono al processo di conservazione a freddo.

La nuova tecnologia, sviluppata da Coussios insieme a Peter Friend, direttore del Centro Trapianti di Oxford, conserva il fegato a temperatura corporea e, grazie alla perfusione con globuli rossi ossigenati, consente di tenerlo in vita. Il dispositivo può mantenere il normale funzionamento del fegato, come se fosse ancora in una persona, con il sangue che circola attraverso il suo capillari e la produzione di bile, per 24 ore o più.

Questo dispositivo è il primo dispositivo completamente automatizzato di perfusione epatica“, ha spiegato Coussios, sottolineando che questi primi due casi clinici confermano che si possono mantenere vitali i fegati umani al di fuori del corpo, grazie alla macchina e poi, ore dopo, con successo, trapiantarli in un paziente.

La ricerca tecnologica per la realizzazione di tale dispositivo è partita nel 1994 e i ricercatori stanno sviluppando il macchinario attraverso uno spin-off della Oxford University, denominato OrganOx. Il team ha ora intenzione di eseguire uno studio pilota con 20 pazienti. Coussios ha spiegato che i risultati di successo di tale processo potrebbero permettere all’OrganOx di immettere il dispositivo sul mercato già a partire dal 2014.