Facebook sta studiando metodi che consentano i bambini minori di 13 anni di aprire un account personale e accedere al social network con la supervisione dei genitori. Un account per i bambini collegato a quello di mamma e papà.

Obiettivo per Facebook, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, del collegare l’account di genitori e figli: consentire l’accesso dei bambini al social network, ma con la supervisione dei genitori delle attività su Facebook dei propri figli. Madre e padre in grado di decidere sulle “amicizie” dei loro ragazzini e sulle applicazioni che vengono scaricate.

In una dichiarazione, un portavoce di Facebook ha detto che “molti studi recenti hanno messo in evidenza quanto sia difficile far rispettare limiti di età su Internet, soprattutto quando i genitori non vogliono proibire ai loro figli di accedere a contenuti online e servizi. Siamo in continuo dialogo con le parti interessate, legislatori e politici, sul modo migliore per aiutare i genitori a tenere i figli al sicuro in un ambiente in evoluzione online“.

Già nel maggio 2011 il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg, disse che i bambini più piccoli arebbero dovuto essere ammessi sul sito a fini dell’istruzione.

Ma Facebook è ancora precluso ai minori di 13 anni, per le regole della legge federale del Children’s Online Privacy Protection Act (COPPA), che vieta ai siti web di raccogliere informazioni dagli utenti di età inferiore ai 13 anni. Lo scorso anno, la Federal Trade Commission (FTC) ha esaminato COPPA nella speranza di portare le regole più in linea con la realtà di oggi, in una società in cui Internet sembra divenire sempre più un mezzo quotidiano e indispensabile. La FTC ha anche pubblicato una serie di raccomandazioni su come la legge potrebbe essere aggiornata.

Il sistema di regole COPPA non è stato aggiornato dal 1998 – prima quindi dell’avvento di Facebook, di Twitter e degli smartphone. La FTC aveva recensito COPPA nel 2005, ma non sono stati ancora apportati aggiornamenti.

Durante una recente conferenza, il presidente della FTC, John Leibowitz ha detto che permettere l’accesso ai bambini sui social network è una “questione complessa”. Alla domanda sul fenomeno dei genitori che lasciano deliberatamente i loro figli dire bugie sull’età effettiva per essere in grado di accedere a Facebook, lo stesso Leibowitz non ha potuto proporre una soluzione, ma ha detto che “in questo caso, il genitore è il responsabile“.

Quindi, collegare le identità della famiglia sul social network dovrebbe salvaguardare i bambini rendendone al contempo più lineare e sicuro l’uso.

Facebook ha attualmente circa 901 milioni gli utenti, un numero che potrebbe crescere fino a un miliardo entro la fine dell’anno. Uno studio recente ha rilevato che circa 7,5 milioni di profili su Facebook sono gestiti da utenti minori di 13 anni e i due terzi di questi sarebbero bambini di età inferiore ai 10 anni.

Un esempio: Dora l’esploratrice dai capelli neri a caschetto, ha oltre un milione di “Mi piace”, non è difficile credere che una buona percentuale di coloro che l’hanno scelta siano bambini di età inferiore ai 13 anni!

Le polemiche riguardo alla nuova linea di Facebook sono essenzialmente di due tipi. La prima è che Facebook contribuirà a proteggere la privacy dei bambini permettendo ai genitori di invaderla nel modo più completo possibile. E il discorso della privacy, su Facebook, è sempre alla ribalta: non ultimo il sondaggio lanciato sulle pagine del social network che potrebbe cambiare le carte in tavola riguardo al trattamento dei dati personali.

La seconda è che la strategia porterebbe ancora più utenti al social network, da una fascia di fruizione ancora intatta o quasi che crea problemi etici. Ma del resto, il “problema” esiste e non si può ignorare, meglio garantire ai piccoli utenti una maggiore sicurezza.

Una nota curiosa, la notizia della possibile apertura di Facebook ai minori di 13 anni, su “Forbes” online è così commentata: “Il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg, è pronto ad avere bambini. Non necessariamente con la nuova moglie, ma sul suo social network”.