FIGLIO DI MODUGNO – Questo il verdetto del Tribunale, che lo ha stabilito dopo l’esito degli esami del DNA: Fabio Camilli è figlio di Domenico Modugno, il numero 4, dopo i tre avuti dal cantautore, chitarrista, attore, regista e uomo politico italiano con la moglie Franca Gandolfi: Marcello, Marco e Massimo.

Chi è Fabio Camilli, riconosciuto ora all’anagrafe come il quarto figlio del cantante di “Volare” (Nel blu dipinto di blu). Attore, noto per aver interpretato alcuni film e diverse serie TV di successo, da “I ragazzi della 3 C” a “Romanzo Criminale” e “Una mamma imperfetta”, è nato il 10 agosto 1962, da una relazione segreta tra Domenico Modugno e la coreografa Maurizia Calì, ai tempi in cui Maurizia ballava al teatro Sistina nello spettacolo “Rinaldo in campo”, in cui Modugno era protagonista.

Fabio Camilli venne riconosciuto come figlio legittimo dall’ingegnere Romano Camilli, organizzatore e uomo delle pubbliche relazioni del teatro Sistina, al tempo unito in matrimonio con Maurizia e deceduto nel novembre del 1993. 25 anni fa Fabio Camilli venne a conoscenza di chi fosse il vero padre, e decise, in disaccordo con la madre, di veder riconosciuto il suo legame con Modugno.

L’esame del DNA ha accertato giudizialmente la paternità naturale; il test è stato eseguito dopo un prelievo dalla salma riesumata di Domenico Modugno, morto il 6 agosto del 1994.

Il risultato del test del DNA arriva a confermare la paternità del cantante dopo 12 anni di battaglia legale e dopo che, il 14 gennaio scorso, la Cassazione ha dato convalida del disconoscimento di paternità di Romano Camilli, richiesta da Fabio.

I tre figli ufficiali di Modugno, che come raccontato da Fabio a “Chi”, avevano in passato un legame di amicizia con il fratellastro, nel corso degli anni hanno opposto resistenze al desiderio di Fabio di vedere riconosciuta la sua discendenza dal cantante. Come sottolinea l’avvocato dell’attore, Gianfranco Dosi: “Nel rispetto della verità dei fatti e delle scelte che hanno fatto parte della vita di Modugno, che è stato un grande uomo, tutti questi anni di tribunali e palazzi di giustizia si sarebbero potuti evitare!”, facendo notare che a ritardare la conclusione della diatriba hanno contribuito anche gli “aspetti patrimoniali”.

La notizia è stata diramata dall’agenzia di stampa ANSA, in seguito alla comunicazione ufficiale da fonti legali. Anche la SIAE dovrà tenere conto di questa sentenza del Tribunale.