ABILITÀ NELL’UTILIZZO DI UTENSILI, AGGRESSIVITÀ, VIOLENZA – Rispetto alle scimmie, le mani degli esseri umani hanno palme più brevi e dita più lunghe e forti, i pollici flessibili con una loro autonomia funzionale. Gli esperti dell’evoluzione asseriscono da tempo che queste caratteristiche della mano si sono evolute per realizzare e utilizzare gli strumenti.

La teoria del passato sull’evoluzione della mano è che una volta che i nostri progenitori primati sono scesi gli alberi, la selezione per la capacità di arrampicarsi era sorpassata, quindi la selezione per la manipolazione diventò dominante e sarebbe stata quella che ha cambiato la forma delle mani dei nostri antenati.

Dagli Stati Uniti, in questo 2012, nuovi elementi suggeriscono nuove teorie. Non sarebbe stata solo la destrezza a determinare l’evoluzione della mano umana ma anche la violenza e l’aggressività. Le mani si sarebbero evolute attraverso la selezione naturale per formare al meglio il pugno e rendere le estremità degli arti superiori un’arma.

Il ruolo che l’aggressività ha avuto nella nostra evoluzione non è stato adeguatamente apprezzato“, ha detto il professor David Carrier, della University of Utah.

Gl scienziati che hanno effettuato le nuove analisi spiegano che ci sono persone, anche voci autorevoli, a cui questa idea potrebbe non essere ben accetta, ma pare chiaro che rispetto ad altri mammiferi, le grandi scimmie sono un gruppo relativamente aggressivo che comprende nel comportamento combattimenti e violenza. La miscela vincente che rende l’individuo predominante è quella tra la capacità di combattere e la destrezza, come dovrebbe essere stato per gli ominidi.

Test di conferma alla teoria dell’evoluzione della mano come arma sono stati degli esperimenti con volontari dai 22 ai 50 anni con esperienza nella boxe o nelle arti marziali.

In uno degli esperimenti i partecipanti sono stati invitati a colpire un sacco da boxe da diverse direzioni con le mani atteggiate in una gamma di forme e posizioni diverse, dalle palme aperte

ai pugni chiusi.

I risultati, pubblicati sul Journal of Experimental Biology, mostrano che i pugni ben stretti sono molto più efficienti come armi delle mani aperte o vagamente contratte.

Un pugno fornisce fino a tre volte più forza per la stessa quantità di superficie di quanto farebbe uno schiaffo.

Nel loro articolo i professori David Carrier e Michael Morgan offrono lo spunto per riflettere sulla natura “paradossale” della mano umana.

È senza dubbio la nostra arma anatomica più importante, utilizzata per minacciare, picchiare e uccidere, a volte per risolvere il conflitto. Ma è anche la parte del nostro sistema muscolo-scheletrico in grado di utilizzare strumenti delicati, suonare strumenti musicali, produrre opere d’arte, trasmette complesse intenzioni ed emozioni, ed è con essa che l’uomo si nutre”.

Più di qualsiasi altra parte della nostra anatomia, la mano rappresenta l’identità dell’Homo Sapiens. In definitiva, il significato evolutivo della mano umana potrebbe risiedere nella sua notevole capacità di servire due funzioni apparentemente incompatibili, ma intrinsecamente umane”.