MARZO 2013 – Dal 18 marzo 2013, la sismicità nella zona dell’isola spagnola di El Hierro nelle isole Canarie, ha subito un incremento progressivo significativo. Oggi, 29 marzo, i terremoti di magnitudo uguale o superiore ai 4 gradi Richter sono stati quattro. Avvertiti distintamente dalla popolazione. Le informazioni diffuse dall’Instituto Geográfico Nacional (IGN), hanno segnalato, in meno di due ore, un primo terremoto di 4,6 gradi in mare, epicentro ad ovest della città di Frontera, con ipocentro a una profondità di 18 chilometri; seguito da altre tre scosse di intensità di 4,4 gradi, 4.3 e 4.0, anche questi con epicentro nell’Oceano Atlantico e una profondità simile. Il 28 marzo le scosse sono state complessivamente 188, di cui 58 di magnitudo superiore a 3 gradi Richter. Secondo i rilievi della posizione dell’epicentro delle varie scosse, la zona di maggiore attività sismica sembra aver migrato verso Sud-Ovest dall’inizio della sequenza.

Gli esperti parlano di attività sismica associata a quella vulcanica, come fu per l’eruzione del 2011, tenendo conto anche di altri fattori, oltre alla frequenza e intensità dei terremoti. I 15 centimetri di sollevamento della superficie dell’isola in una sola settimana, l’aumento delle emissioni di anidride carbonica legato alla risalita del magma vulcanico, e frane numerose lungo la strada che collega Frontera a Sabinosa.

La zona delle Canarie è quella a più alto rischio sismico in Spagna, secondo i geologi. Quattro delle sue nove isole, tutte di origine vulcanica, hanno vulcani storici: El Hierro, Las Palmas (vulcano Teneguía), Tenerife (Teide) e Lanzarote (Timanfaya).