EGO International, export italiano alla ricerca dei clienti cinesi.

Gli ultimi sviluppi nei rapporti tra Cina e Usa potrebbe rappresentare un’occasione importante per il nostro Paese, dando spazio di manovra alle diverse imprese italiane che guardano con interesse alle opportunità dell’Oriente. Sono molte le grandi aziende, ma anche le PMI, che vedono nel mercato cinese l’occasione per crescere vendendo all’estero le eccellenze italiane, in tutti i settori. A evidenziare le sfide e le potenzialità che Pechino rappresenta sono le recensioni della compagnia riminese EGO International, che aiutano a fare chiarezza sul tema.

Quali sono le merci più ambite e i settori più competitivi? Che genere di barriere, culturali e burocratiche, ci si deve preparare ad affrontare? A quanto ammontano i dazi imposti sui prodotti Made in Italy? Quesiti che è necessario porsi prima di affrontare un serio percorso di internazionalizzazione, specialmente per quanto riguarda un mercato così complesso.

Recensioni di EGO International sulle opportunità del mercato cinese.

I trend più recenti mettono d’accordo le opinioni di esperti e osservatori: consumatori e clienti cinesi sono sempre più interessati ai prodotti in arrivo da Occidente. Un’evoluzione delle preferenze dei consumatori guidata dalla crescita della classe media che, indica EGO International, guarda con curiosità alle merci più difficili da reperire in patria. Ma quali sono i numeri? I dati indicano un interscambio complessivo dal valore di 49 miliardi di renminbi, con una crescita annua di oltre il 15%.

L’export italiano verso la Cina vale circa 20 miliardi di dollari. Il trend di crescita è indice di buone possibilità per chi vuole puntare su questo mercato. Secondo le recensioni riportate sul sito di EGO International, potrebbero essere le province cinesi in più rapida crescita a riservare le opportunità migliori per la imprese italiane.

La compagnia riminese evidenzia però la presenza di barriere legali da affrontare.

EGO International cita per esempio le norme sull’etichettatura del prodotto, la registrazione presso l’amministrazione cinese, il rispetto dei diversi standard di sicurezza del Paese. Da non sottovalutare anche i diversi canali di marketing e promozione disponibili, specialmente online: sia Google che Facebook sono sottoposti a restrizioni importanti. Motivo per cui, prima di affrontare il percorso di internazionalizzazione, è necessario essere ben coscienti delle sfide di questo mercato.

I prodotti italiani in Cina: i pareri di EGO International.

Fondamentale comprendere da subito quali prodotti hanno le più alte possibilità di riscuotere successo tra i clienti cinesi. EGO International cita il vino, il cioccolato, l’olio d’oliva, il caffè e la pasta. Tutte merci dal sapore quasi “esotico” per il consumatore orientale, con le quali le imprese italiane possono distinguersi dalla concorrenza.

Non si devono comunque sottovalutare settori dal carattere ben più tecnologico: la vendita in Cina di robot e macchine utensili italiane sta conoscendo un’impennata considerevole, con le ultime recensioni che indicano un fatturato complessivo di 340 milioni di euro.

Evergreen dell’offerta italiana anche il settore dell’automotive, da sempre competitivo nel mondo. Le imprese del nostro Paese hanno dunque le carte in regola per affrontare al meglio l’avventura commerciale verso l’oriente. Ironicamente, i recenti accordi e il crescente interesse verso questo mercato rappresentano quasi un ritorno al passato. Considerato che i primi mercanti europei a instaurare rapporti commerciali con la Cina furono proprio italiani, la corsa verso Pechino ha tutto il sapore di un “ritorno alle origini” per il nostro Paese.