FEMMINICIDIO E RELIGIONE – Il prete che ha suscitato polemiche e indignazione affermando che la violenza sulle donne è frutto del loro stesso comportamento, si sente ora indegno della veste che porta e del ruolo che ricopre. Il prete di Lerici rinuncia ufficialmente alla tonaca, chiede scusa per il suo comportamento e si avvia ad una vita laica alla ricerca della serenità smarrita.

Un “mea culpa” anche per la reazione all’intervista di un giornalista, a cui il parroco rivolse in risposta la poco edificante illazione alla presunta omosessualità, e con parole poco consone al suo ruolo di religioso.

Ecco la dichiarazione di poche righe, di don Piero Corsi: “Con queste poche righe, dopo una notte insonne per il dolore ed il rimorso per la giusta polemica causata dalla mia ‘imprudente provocazione’, nel rinnovare ancora più sentitamente le scuse non solo a tutte le donne colpite dal mio scritto ma anche a tutti coloro che si siano sentiti offesi dal mio operato o dalle mie parole, in primis il giornalista verso il quale, in un momento di ira, ho proferito quella ignobile parola (“Se vede una donna nuda cosa prova? O forse è un fr…” Ndr.) – voglio comunicare che ho deciso di mettere da parte l’abito talare, del quale mi sento indegno, nella speranza che la riflessione e la penitenza mi consentano un giorno di riconquistare quella serenità che ho oggi innegabilmente smarrito“.

Sparito ora il volantino incriminato dalla bacheca della parrocchia del sacerdote di Lerici, il cui titolo “Le donne e il femminicidio, facciano sana autocritica. Quante volte provocano?” e il contenuto, avevano suscitato sin dal primo momento l’indignazione di molti e quantomeno la perplessità di molti altri, compreso il vescovo di La Spezia, Ernesto Palletti.

Ma il testo del volantino esposto da don Piero Corsi sulla bacheca della porta della Chiesa non era solo farina del suo sacco, era un estratto di un articolo dell’editorialista del sito Pontifex, Bruno

Volpe. Ora il prete ha capito l’errore e dichiara di sentirsi inadeguato alla tonaca. Invece, sul sito Pontifex, oltre ad essere presente l’articolo originale dello scandalo, sono apparsi diversi aggiornamenti sempre a firma di Bruno Volpe, che non pare vicino a nessun “mea culpa“, anzi. Potete leggere il testo degli articoli delle polemiche direttamente sul sito Pontifex, tra cui l’aggiornamento “L’ARROGANZA DEI TUTTOLOGI, IL “FEMMINICIDIO” E LA “CROCIATA DEI PEZZENTI” CONTRO DON PIERO CORSI” (in maiuscolo nell’originale), e trarre le vostre conclusioni. Ad ognuno, ovviamente, la sua opinione. Ma sarebbe forse auspicabile l’intervento delle voci autorevoli della Chiesa cattolica, per far luce in modo chiaro su quale deve essere l’atteggiamento del fedele, cristiano e cattolico sull’argomento della violenza sulle donne e il femminicidio.