Dj Fabo, Cappato: "Lo stato si deve assumere le sue responsabilità"

Dj Fabo, Cappato a mix24 su Radio24: ho aiutato dj fabo, voglio difendermi nel processo

“Io vorrei poter difendere in un processo le ragioni di principi costituzionali, di libertà, di responsabilità, superiori a un codice penale che non fa nemmeno distinzione tra il suicidio per un momento di disperazione e l’aiuto a un malato nelle condizioni di Fabo. Lo stato si deve assumere le sue responsabilità”. Sono le affermazioni di Marco Cappato, il tesoriere dell’associazione Luca Coscioni  intervistato a Mix24 di Giovanni Minoli su Radio 24 a proposito della vicenda di dj Fabo per cui oggi pomeriggio si autodenuncerà. Cappato ai microfoni di Mix24 spiega: “In Italia l’istigazione o l’aiuto al suicidio è punito da 5 a 12 anni di carcere, qui non c’è alcun tipo di istigazione semmai un tentativo di frenare. L’aiuto sì, perché io sabato mattina ho caricato Fabo sulla sua macchina con la sua carrozzella per 5 ore di un viaggio straziante. E quindi ho fornito questo aiuto, a questo punto voglio chiedere allo stato italiano di scegliere o fare finta di niente e girare la testa dall’altra parte oppure incriminarmi”.

DJ FABO – CAPPATO A MIX24 SU RADIO 24: IL SUO UNICO TERRORE ERA NON RIUSCIRE AD AZIONARE IL PULSANTE

Dj Fabo “non ha mai avuto ripensamenti” e “si mostrava infastidito al richiamo che gli facevamo di tornare indietro, il suo unico terrore era quello di non riuscirci, perché totalmente paralizzato e dovendo azionare il pulsante con il movimento della bocca era  la sua unica paura; quando

ha visto che ce la faceva si è rilassato e ha cominciato a scherzare e ha raccomandato agli amici di mettersi la cintura quando vanno in macchina”. Così Marco Cappato, il tesoriere dell’associazione Luca Coscioni  intervistato a Mix24 di Giovanni Minoli su Radio 24 a proposito della vicenda di dj Fabo.

DJ FABO – ARCIVESCOVO PAGLIA A MIX 24 SU RADIO 24: LEGGE FREDDA, NON SI PUO’ CHIEDERE AD ALTRI DI TOGLIERCI LA VITA

“Nessuno ci impedisce ovviamente di toglierci la vita, se vogliamo. Chiedere che lo facciano altri in tuo luogo è un altro discorso. Concepire la libertà di se stessi in maniera assoluta rischia di essere una pericolosa deriva perché anche altri hanno avuto la libertà e il libero arbitrio di fare stragi e di creare conflitti”. Così l’Arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente della pontificia Accademia della vita, autore del libro “Sorella morte” in cui affronta anche il tema dell’eutanasia, intervistato a Mix24 di Giovanni Minoli su Radio 24 a proposito della vicenda di dj Fabo. Monsignor Paglia ai microfoni di Radio 24 sottolinea: “Noi rischiamo di affidare ad una legge,fredda, in poche righe, situazioni diversissime che comunque richiedono una responsabilità degli amici, del medico, dei familiari, di tutti. Io mi augurerei che in Italia si facesse un dibattito molto più ampio su queste questioni e non solamente in momenti particolari che la cronaca suscita”.