DELFINI DA GUERRA – Addestrati a combattere, armati, pronti a rischiare la propria vita per difendere la patria. Sono i delfini ucraini in dotazione all’esercito. Tre dei cinque in dotazione alla Marina ucraina non sono ritornati alla base dopo una esercitazione nel Mar di Crimea. Pare che l’istinto abbia vinto sul duro addestramento, e i tre esemplari si siano allontanati alla ricerca del’anima gemella. Lo riportano ora i media locali. Episodi simili si sono già verificati, ma solitamente i delfini ritornano spontaneamente alla base dopo pochi giorni, questa volta però la fuga dura già dall’inizio del mese di marzo.

L’addestramento dei delfini a scopi bellici era molto diffuso nel 1980, come rivela Yury Plyachenko, un ex ufficiale della marina sovietica a Novosti l’agenzia di informazione della Russia. I sovietici hanno usato le intelligenti creature del mare dal 1973, per rilevare mine e installare cariche esplosive sulle navi nemiche.

Il programma è stato abbandonato nel 1991, quando l’Unione Sovietica si sciolse, e i delfini militari furono consegnati agli ucraini, che hanno usato gli animali per lavorare a dei programmi di sostegno per bambini disabili. Nel 2012, sempre secondo Novosti, la Marina ucraina ha deciso di far ripartire il programma di formazione dei delfini anche per attaccare i sub nemici con coltelli e armi da fuoco attaccate alla testa. Malgrado siano circolate foto di militari che addestrano delfini sulla stampa ucraina, il dipartimento della difesa del paese ha sempre negato l’esistenza del programma di addestramento degli intelligenti mammiferi.

Ora che tre dei delfini altamente qualificati hanno deciso di non tornare al porto di Sebastopoli in Crimea, la notizia dei cosiddetti “delfini killer” fa di nuovo il giro del mondo.