DUE CROCIFISSI DISTRUTTI – Duplice atto vandalico nelle chiese di San Pier Forelli e in quella di San Bartolomeo, a Prato. Danneggiate gravemente due rappresentazioni di Gesù sulla Croce tra le più venerate a Prato; il fatto è avvenuto il 25 novembre 2013, fra le ore 8:30 e le 11:30 del mattino.

Che si tratti del gesto di uno squilibrato, o che non sia casuale la scelta dei tempi e delle opere da colpire, come fa notare la Diocesi; oltre all’oltraggio religioso, il vandalismo ha colpito il patrimonio artistico italiano: entrambe le opere fanno parte delle tante opere d’arte custodite nelle chiese italiane. A questo proposito, mentre i sacerdoti delle varie parrocchie della città di Prato trovano occasione negli atti estremi che hanno colpito le chiese del centro per sensibilizzare opinione pubblica e autorità sulle difficoltà che incontrano nel salvaguardare le opere in loro custodia, don Renzo Fantappié, direttore dell’ufficio dei beni culturali della Diocesi, rivolge un appello a Prato e ai pratesi: “La città ci aiuti a restaurare i crocifissi distrutti”.

Il crocifisso di San Leonardo da Porto Maurizio è un crocifisso in cartapesta, smontabile, conservato nella chiesa di San Pier Forelli dal 1860.

Il santo francescano conosciuto come colui che ha ideato e promosso la Via Crucis tra il 1600 e il 1700, lo portava con sé nelle sue predicazioni.

Il crocifisso miracoloso di San Bartolomeo è un crocifisso ligneo policromo di scuola fiorentina, risalente al 1320/30 e di grande valore artistico, conservato nella cripta della chiesa di San Bartolomeo, in piazza Mercatale. Del crocifisso si disse, a metà del 1500 che avesse dato segni miracolosi muovendo la testa e gli occhi. La Chiesa riconobbe il miracolo e incoraggiò il culto popolare. Il Crocifisso miracoloso di San Bartolomeo fu issato sul palco in via eccezionale il 19 marzo 1986, per la messa celebrata da Giovanni Paolo II durante la sua visita a Prato.

Intanto, dopo i due episodi di vandalismo e nel timore che l’autore possa colpire ancora, la Diocesi ha ordinato la sorveglianza continua, o la chiusura durante le ore in cui non vengono svolte celebrazioni religiose, di tutte le chiese del centro di Prato.