INQUINAMENTO IN CINA – La rabbia della popolazione per la qualità dell’aria che si respira a Pechino e nel nord della Cina ha raggiunto un livello tale che i funzionari del Partito hanno ritenuto opportuno permettere alla stampa di diffondere i dati, fino a lunedì tenuti celati a costo di sanzioni. L’aria nauseante a Pechino, e anche molto pericolosa per la salute dei cittadini, è ora un dato di fatto di cui si può parlare ufficialmente in articoli ed editoriali, come richiesto da giorni dagli organi di stampa oltre che dai cittadini cinesi. La popolazione si è infatti sentire attraverso il web, nei microblog cinesi, dove i residenti del nord della Cina hanno discusso l’inquinamento praticamente in non-stop nei giorni scorsi.

Non ho mai visto una tale ampia copertura media cinesi sull’inquinamento atmosferico“, ha dichiarato Jeremy Goldkorn, un consulente d’affari a Pechino, che segue i media cinesi. “Dal Quotidiano del Popolo alla Televisione Centrale Cinese, la situazione è completamente trattata, senza cercare di darne un’interpretazione positiva“. Il Quotidiano del Popolo, organo ufficiale del Partito, ha pubblicato un editoriale firmato, dal titolo “Una bella Cina inizia con un respiro sano“, “La foschia apparentemente senza fine e lo smog possono offuscare la nostra visione“, vi è scritto, ”Cerchiamo di vedere chiaramente come gestire la situazione dell’inquinamento ambientale, con urgenza”.

La situazione dell’inquinamento atmosferico in Cina, secondo i dati monitorati dall’estero, è la peggiore che si sia mai verificata a memoria d’uomo. Dal 2008, quando Pechino ha compiuto notevoli sforzi per ripulire la città prima delle Olimpiadi estive, la qualità dell’aria nella capitale e dintorni ha subito un graduale e netto peggioramento, anche se i media ufficiali hanno spesso evitato di affrontare il problema. Il problema dell’inquinamento atmosferico, aggravato in questi giorni anche dalle condizioni metereologiche, è così grave che gli ospedali hanno riferito di un’ondata di ricoveri per problemi respiratori,

lunedì. In alcune città e distretti le scuole hanno l’ordine di limitare le attività all’aperto e le fabbriche debbono ridurre le emissioni, mentre si è dovuto provvedere alla cancellazione di alcuni voli aerei per problemi di visibilità.

I funzionari cinesi hanno cominciato a pubblicare un maggior numero di dati sui livelli di PM 2,5 (particolato di diametro fino a 2,5 micron) come segnale di trasparenza. Pechino ha iniziato a comunicare i livelli di PM 2,5 nel mese di gennaio 2012. L’agenzia di stampa statale, Xinhua, ha annunciato l’anno scorso che il Ministero della Protezione Ambientale ha richiesto a 74 città i dati per la presenza nell’aria del PM 2,5. Mentre per anni i funzionari cinesi hanno cercato di limitare le informazioni al pubblico parlando principalmente di inquinanti meno tossici del PM 2,5, che è invisibile e può stratificarsi nei polmoni. Ma i cieli apocalittici al di sopra del capitale e del nord della Cina, questo ultimo fine settimana, hanno incoraggiato la diffusione dei dati in maniera determinante. Ad inizio settimana, i livelli di PM 2,5 sono di 250/400 milligrammi per metro cubo di aria; dopo aver raggiunto il livello massimo di 993 mg per metro cubo. Come riferimento indicativo, l’OMS ritiene di 20 mg il limite da raggiungere, mentre 300 mg sono il limite massimo dopo il quale l’area è considerata pericolosa.