TRAUMI RIPETUTI ALLA TESTA – Causa dell’encefalopatia traumatica cronica, o CTE, dall’acronimo di Chronic traumatic encephalopathy, e conosciuta in Italia come demenza pugilistica, fino ad ora diagnosticata solo quando la persona copita non era più in vita. Una malattia degenerativa del cervello che colpisce maggiormente gli atleti, i soldati e gli individui che per motivi professionali sono soggetti a ricevere colpi alla testa ripetutamente nel tempo. I traumi cranici ripetuti causano infatti un danno cerebrale che si manifesta con sbalzi d’umore, aggressività anomala, depressione e problemi cognitivi.

Uno studio pubblicato sul The American Journal of Psychiatry Geriatric martedì 22 gennaio 2013 suggerisce che il metodo di diagnosi della CTE, le scansioni PET o tomografie a emissione di positroni, potrebbero un giorno essere usate per diagnosticare la malattia nei pazienti viventi.

Gli autori dello studio dicono che le scansioni effettuate sul cervello di un certo numero di ex giocatori di rugby hanno rivelato depositi di proteina tau nel cervello umano, una caratteristica tipica della CTE, anche se non unica e determinante, e la distribuzione della proteina tau nei giocatori in pensione era simile a quella riscontrata nelle autopsie di giocatori deceduti che ne avevano presentato i sintomi.

La messa a punto dei metodi diagnostici potrebbe rendere la diagnosi della CTE possibile anche in pazienti che non presentano già problemi cognitivi. Ancora in alto mare, invece, le ricerche di una terapia dell’encefalopatia traumatica cronica.