GIUSEPPE GUERINONI – Presunto padre naturale del presunto assassino di Yara Gambirasio. Un giallo irrisolto di cui l’analisi del DNA del soggetto dovrebbe fornire la soluzione. La salma di Guerinoni, autista di autobus per un’azienda locale, nato nel 1938 e morto all’età di 61 anni il 17 gennaio del 1999, è stata riesumata il 7 marzo 2013, dal cimitero di Gorno nel bergamasco, dove Giuseppe Guerinoni era sepolto, e trasportata a Bergamo. Letizia Ruggeri, pm titolare dell’inchiesta, ha precisato che la riesumazione è una sua iniziativa in cui nessun ruolo ha avuto la lettera scritta recentemente dalla mamma di Yara al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per richiamare l’attenzione sul caso.

Tracce di DNA sulla biancheria intima della ragazzina uccisa a Brembate sarebbero compatibili con il DNA di Giuseppe Guerinoni rintracciato nella saliva usata per attaccare la marca da bollo della patente e il francobollo di una cartolina. Si sospetta quindi che chi ha ucciso Yara avesse un legame di parentela con Giuseppe Guerinoni; al 99% un figlio naturale e per forza di cose illegittimo, dato che i figli maschi riconosciuti di Guerinoni, sottoposti al test, hanno mostrato di avere un DNA diverso da quello incriminato. Le indagini e gli esami che hanno portato a Giuseppe Guerinoni partono dalla discoteca Sabbie Mobili, vicina al campo di Chignolo in cui venne ritrovato il corpo della piccola Yara. Lì la polizia, acquisendo i dati dei frequentatori della discoteca avrebbe identificato un ragazzo di Brembate di Sopra che conosceva Yara in quanto sua madre aveva frequentato la casa dei Gambirasio come collaboratrice domestica. Il ragazzo risultò, dalle testimonianze dei familiari, emigrato in Perù per attività di volontariato; fatto rientrare in Italia, il suo DNA risultò compatibile, ma non coincidente, con le tracce trovate sui leggings e gli slip di Yara.

Da una ricostruzione complessa del suo albero genealogico, oltre al padre defunto da tempo gli inquirenti sono risaliti fino a Giuseppe Guerinoni.

La Procura ha così disposto la riesumazione del corpo dell’autista di Gorno, per capire in che relazione parentale si trovi con il ragazzo emigrato in Perù e con l’assassino di Yara.

Ora la salma è in un centro specializzato di Bergamo, a disposizione dei periti, che ci lavoreranno per almeno tre mesi nel tentativo di isolare il DNA dell’uomo ed effettuare i test che comprovino il suo legame di parentela con chi ha visto Yara Gambirasio per ultimo. Ci sarà il consulente del Pubblico Ministero, l’anatomopatologa e antropologa forense Cristina Cattaneo, che ha eseguito anche l’autopsia sul corpo di Yara, e il consulente della famiglia Gambirasio, il genetista Giorgio Portera, ex RIS di Parma, nominato dopo che i primi rilievi hanno fatto ritenere che il defunto autista possa essere il padre del presunto killer, e che a suo tempo dichiarò: “Non ci sono elementi sufficienti per potere con certezza fare questa affermazione“. In effetti, a settembre del 2012, i genetisti mettevano in dubbio la tesi della procura, mentre la famiglia di Guerinoni, come riportò già nel settembre 2012 “L’Eco di Bergamo”, disse: “Siamo stanchi di essere in questa gogna mediatica, riesumate Giuseppe e fate i test, noi siamo puliti“.