BRUNO VESPA APPRODA SU TWITTER – Ragioni di necessità: smentire la notizia della sua morte, apparsa su Wikipedia. “Festeggio oggi su Twitter la mia sopravvivenza in barba a Wikipedia che mi volle defunto ieri a Milano”, declama nel suo primo tweet il noto giornalista, nonché conduttore televisivo e scrittore, creatore del programma TV “Porta a Porta”. Programma di cui l’ultima puntata su Fabrizio Corona, andata in onda proprio il 29 gennaio, giorno dello scherzo su Wikipedia, ha suscitato non poche polemiche.

Bruno Vespa morto su Wikipedia e risorto su Twitter quindi, ma lo scherzo dell’enciclopedia libera è stato preso sul serio dal giornalista, che ha sollecitato la Polizia Postale ad un’indagine sull’accaduto interpretando quello che pare uno scherzo come un avvertimento che la sua incolumità sia a rischio.

Una nota curiosa è che all’ironia su Wikipedia, ha fatto seguito l’ironia su Twitter. Del resto è inevitabile per un personaggio pubblico dello spessore di Vespa, che pure ha dichiarato sul social network di rispettare e di cercare di farsi capire meglio anche da chi non lo ama, riceva qualche critica, nonché battute e anche battutacce.

Un mezzo di comunicazione come Twitter è spesso un arma a doppio taglio.

Così, tra i primissimi tweet di Vespa, ecco la giustificazione del perché del suo account @VespaBruno, e non il più ovvio @BrunoVespa: “Detesto mettere prima il cognome, ma mi dicono che @brunovespa è uno straniero poco attivo ma presente. Quindi per riguardo a lui…” A cui prontamente risponde un altro utente: “non è un riguardo, non aveva scelta per le leggi di Twitter …”. E citiamo anche la battuta irriverente di una utente che scrive: “e meno male che ti chiami Bruno; pensa se ti chiamavi Siano…Vespa Siano, azzeccatissimo!”. Per un tweet così, però, ce ne subito un altro che sottolinea: “sei e sarai cmq un grande uomo qualsiasi nome avrai”. Potenza del web, si muore, si risorge, si è amati e odiati, in tempo reale.