BISCOTTO SIMBOLO DELLA BAHLSEN – Il Leibniz-Keks in bronzo ricoperto d’oro, 20 chilogrammi di peso, da più di un secolo e fino al giorno 11 gennaio si trovava sulla facciata del palazzo di Hannover sede dell’azienda alimentare tedesca. Nella foto il prima e il dopo del furto: ora le due grandi statue in bronzo con dettagli dorati sorreggono una ghirlanda vuota, là dove era agganciato il grande biscotto Bahlsen.

Werner M. Bahlsen, attuale rappresentante dell’azienda di famiglia, ha preso sul serio la vicenda fin dall’inizio: “Si tratta di un reato. Vogliamo che la cosa sia chiarita”. Smentendo seccamente le ipotesi maligne di chi ha riferito la notizia parlando di operazione di marketing.

La polizia indaga, testimoni hanno parlato di uomini muniti di una scala aggirarsi intorno al biscotto simbolo dell’azienda il giorno in cui è avvenuto il furto. Intanto, pare che i ladri si siano fatti vivi per la richiesta di un riscatto, con una lettera anonima bislacca quanto l’oggetto rubato, spedita al quotidiano tedesco Hannoversche Allgemeine Zeitung.

Lettere colorate tagliate e incollate su un foglio a comporre la richiesta di riscatto: una fornitura di biscotti al burro, Butterkeks appunto, come il biscottone rubato, ma nella versione arricchita di cioccolato al latte, per l’ospedale pediatrico della città. Inoltre, la cifra offerta come “taglia” sul ladro, 1000 euro, devoluta in beneficenza a favore di un ricovero per animali. Il tutto corredato da una foto del presunto autore o mandante principale del furto e la sua firma “Monster Krümel”: Cookie Monster, dei Muppets, conosciuto in Italia come Mostro dei biscotti, che addenta la scultura del biscotto gigante sottratto all’azienda.

Il “vero” Cookie Monster ha intanto smentito ufficialmente su Twitter il suo coinvolgimento nella vicenda, offrendosi invece per aiutare nella ricerca del colpevole.