MODIFICA ALLA LEGGE 40 sulla procreazione assistita e già richieste di abrogazione dell’emendamento che dovrebbe garantire stessi diritti a tutte le madri e tutti i nascituri.

Cosa cambia: secondo quanto deciso dalla Commissione Affari sociali della Camera, in Italia si potrà disconoscere anche i figli nati da fecondazione assistita, grazie ad un emendamento che modifica la Legge 40 del 2004, “Norme in materia di procreazione medicalmente assistita“.

Gravidanza naturale o dopo fecondazione in provetta: il non riconoscimento del nascituro al momento del parto è ora un diritto della madre in entrambe i casi.

La motivazione è che anche nel caso di un figlio fortemente voluto e concepito grazie all’assistenza dello specialista con le tecniche del concepimento in vitro, anche dopo la fecondazione artificiale possono subentrare durante la gravidanza delle circostanze nella vita della futura madre tali da rendere impossibile per lei il prendersi cura del figlio dopo la nascita.

Giuseppe Palumbo, del PDL, presidente della Commissione, ha espresso il suo parere positivo all’emendamento. La votazione ha visto tutti i gruppi politici schierati a favore, tranne la Lega.

Ecco alcuni pareri e opinioni sulla modifica recente alla Legge 40.

Antonio Palagiano, responsabile nazionale sanità dell’IDV nonché capogruppo del partito nella Commissione Affari sociali spiega: “Non esistono madri di serie A o di serie B e, se a tutte le donne è concessa la possibilità di disconoscere il proprio nascituro al momento del parto, ciò deve essere così anche per le donne che ricorrono alla procreazione medicalmente assistita”.

Dal sito della Camera dei Deputati, il testo Legge 40 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Ignazio Marino, PD, a favore dell’emendamento, va oltre proponendo la cancellazione della legge.

Livia Turco, PD, lo considera “Un voto importante, perché le gravidanze sono tutte uguali”.

Maria Antonietta Coscioni, Radicali, difende i diritti delle donne ma mette in guardia sulla possibile istituzione di “un mercato grigio dell’adottabilità”.

Eugenia Roccella, PDL, chiede ulteriori correzioni che evitino “forme surrettizie di commercio intorno alla procreazione assistita” e anche che non si possa aggirare il divieto di fecondazione eterologa. Ricordiamo che in Italia è vietata la procreazione assistita con l’utilizzo di ovuli o seme proveniente da donatore estraneo alla coppia che alleverà il bambino.

Il dibattito sulla procreazione medicalmente assistita (PMA), non si conclude qui.

Paola Binetti, UDC, in posizione del tutto contraria, dichiara: “Un bimbo in provetta non nasce mai per caso”. E già chiede l’abrogazione dell’emendamento.

La legge 40 è stata al centro di controversie fin dall’inizio. Bocciata lo scorso agosto a livello europeo, dalla corte di Strasburgo, è stata protagonista di varie sentenze di tribunali italiani.