Chi è Maria? Sono in corso le ricerche sulla sua vera identità e sui suoi genitori naturali. A questo scopo la polizia ha deciso di diffondere la foto della bambina nella speranza che sia di aiuto per le indagini.

Bambini rapiti dagli zingari. Sembrerebbe solo una leggenda metropolitana ispirata dal razzismo verso i Rom ma questa volta, purtroppo, esistono le prove che una bambina di quattro anni, la piccola Maria, pur vivendo in un campo nomadi nel nord della Grecia, nelle vicinanze di Larissa, non è la figlia dei due rom che si spacciano per suoi genitori. Le molteplici e contraddittorie versioni dei fatti, date dalla coppia Rom per giustificare la presenza della bambina nel campo, non convincono gli investigatori, che ipotizzano un rapimento.

Il caso della bambina biondissima tra gli zingari di Farsala, scoperta durante un controllo di routine della polizia nel campo, sta avendo ripercussioni internazionali e ha portato alla scoperta di altri bambini presumibilmente non nati nella comunità e su cui sono in corso accertamenti, principalmente attraverso il test del DNA, come già avvenuto per Maria. I media internazionali ne parlano, soprattutto in Australia, dove i quotidiani e i reportage dedicati alla vicenda con diffusione di foto della bambina riportano titoli caratteristici come “Che cosa succede a Maria?”, “Il mistero dell’angelo biondo”, “Zingara bionda, mistero greco”.

Le indagini continuano in ogni direzione e in collaborazione con le organizzazioni internazionali che si occupano di sparizioni di minori. L’organizzazione “Το Χαμόγελο του Παιδιού” (Il sorriso del bambino), in collaborazione con la Polizia greca sta adottando tutte le misure necessarie per mobilitare e informare tutte le parti interessate a livello nazionale e internazionale: tra cui la Associazione europea per i bambini scomparsi (Missing Children Europe) e il Centro internazionale per i bambini scomparsi e sfruttati (International Centre for Missing & Exploited Children), al fine di rintracciare le vere origini della bambina, anche sensibilizzando e sollecitando l’opinione pubblica.

Senza risultato invece il colpo di scena dei due genitori a cui 4 anni fa, nel 2009, data presunta della nascita di Maria, era stato dato per morto il neonato figlio, proprio in un ospedale della zona. All’epoca dei fatti i due genitori, non sposati e di cui la mamma minorenne, non ebbero modo di vedere il figlio prima della sepoltura. Su loro richiesta venne poi disseppellita la bara, che risultò essere vuota; del corpo del presunto bambino deceduto non fu mai trovata traccia.

L’esame del DNA ha sfatato il dubbio che Maria potesse essere la loro figlia naturale scomparsa alla nascita. Altri controlli basati sugli esami del DNA sono in corso a livello internazionale, anche grazie alle banche dati accessibili all’Interpol.

In attesa di ulteriori sviluppi, la bambina è stata affidata all’associazione Το Χαμόγελο του Παιδιού ed è affiancata da esperti psicologi. Maria parla la lingua dei Rom che l’hanno allevata e non è stata in grado di fornire alcun aiuto per rintracciarne le origini.

La polizia greca, in collaborazione con i funzionari della sanità del Paese, sta approfondendo i controlli e le ricerche negli ospedali e su persone sospette per essere coinvolte nel traffico di bambini. Si indaga sulla validità di certificati di nascita e sui documenti legati a casi di adozione, al fine di verificarne l’autenticità. Attenzione puntata anche sul circuito illecito che vede arrivare in Grecia donne bulgare incinte per farle partorire e per poi venderne i bambini.

Oggi, lunedì, i falsi genitori di Maria compariranno di fronte al giudice istruttore. Contro di loro le accuse di sequestro di minore e falsa certificazione. La donna, 40enne, secondo i primi accertamenti, sarebbe risultata residente in due diverse località della Grecia, e incrociando i dati, avrebbe avuto molti più figli di quanto sarebbe possibile partorire nei tempi da lei indicati. Questo fa supporre che altri figli dichiarati come suoi in realtà non lo siano, ma che l’averli dichiarati membri della propria famiglia sia stato un escamotage per usufruire del sussidio fornito dallo Stato greco per le famiglie numerose. Tra lei e il marito, 39enne, sono compresi nei nuclei familiari dichiarati allo Stato 14 figli, di cui fino ad ora solo 4 sono stati effettivamente rintracciati e su cui verranno comunque effettuati test genetici per verificarne l’appartenenza alla coppia Rom.