LA PRIMA BAMBINA A GUARIRE DALL’HIV – Una bambina americana che ora ha 2 anni e mezzo, è la prima ad essere “funzionalmente guarita” dal virus dell’HIV, secondo i medici che ne hanno dato l’annuncio domenica in occasione della Conference on Retroviruses and Opportunistic Infections ad Atlanta.

Nata in Mississippi, al momento della nascita le sono stati somministrati tre farmaci anti-virali tempestivamente e in dosi maggiori di quanto non venga fatto abitualmente. Nei successivi anni, fino ad ora, non ci sono stati segni di infezione. I ricercatori credono che l’intervento precoce contro la grave malattia del sistema immunitario, in questo caso entro 30 ore dalla nascita, e con tre farmaci anti-virali in dosi elevate piuttosto che quantativi blandi di antiretrovirali in una terapia della durata di tre o quattro settimane, è stato fondamentale per il risultato. La cura d’urto quando la presenza del virus era minima nel corpo della neonata, sembra abbia eliminato la necessità di un trattamento permanente contro il virus, e anche a distanza di più di due anni dalla sospensione del trattamento i normali test clinici non possono rilevare il virus nel sangue. Il caso della bambina guarita dall’HIV è particolare in quanto la madre non aveva ricevuto cure prenatali e il virus era stato diagnosticato a ridosso del parto; non si sarebbe potuto intervenire preventivamente per evitare il contagio verticale.

Non abbiamo avuto la possibilità di trattare la mamma durante la gravidanza come vorremmo poter fare per prevenire la trasmissione al bambino“, ha affermato Hannah Gay, pediatra specialista per il virus dell’immunodeficienza umana presso l’Università del Mississippi.

Si tratta del primo caso in cui i medici sono stati in grado di documentare che il bambino è stato infettato e poi, una volta sospeso il trattamento, non si è verificato il riaffacciarsi del virus.

È un caso isolato, per ora, ma che dà molte speranze nel futuro trattamento dei bambini che risultano infettati nel grembo materno. Non è certo che la bambina non darà mai più segni di infezione, ma si sa che la presenza del virus nel suo sangue non ha più raggiunto livelli rilevabili.

L’unico altro caso documentato di un paziente guarito dall’HIV è quello di Timothy Brown, il “paziente di Berlino”. Nel 2007, Brown, un sieropositivo americano che viveva in Germania, stava combattendo sia contro la leucemia che l’HIV quando ha subito un trapianto di midollo osseo che non solo ha curato il suo cancro del sangue, ma anche l’HIV. Tracce del virus però sono state trovate nel suo sangue durante i controlli dell’estate passata, inoltre la metodologia del trapianto è particolarmente rischiosa e difficilmente ripetibile nel risultato, in quanto solo un midollo osseo che abbia determinate caratteristiche genetiche si rivelerebbe in grado di sconfiggere l’HIV nel paziente.

Questi casi unici gettano però le basi per un approfondimento della ricerca. Sono ipootesi di partenza per nuovi studi e sperimentazioni cliniche su terapie e interventi per debellare l’HIV.