A quel punto, in qualità di presidente della NASA, è intervenuto Charles Frank Bolden, facendo notare che l’impatto con la Terra, in una zona abitata, di un asteroide di dimensioni tali da causare vittime e danni è minimo. Malgrado ciò ha però valutato che l’entità dei danni, in una seppur remota possibilità, è di tale portata da destare serie preoccupazioni e spingere a cercare un rimedio a questo rischio.

In pratica, mentre la NASA ha individuato e sta monitorando i corpi celesti di maggiori dimensioni, quelli che provocherebbero un disastro globale nell’impattare con la Terra, una miriade di asteroidi in grado di distruggere una grande città vagano incontrollati sopra le nostre

teste. Mentre la Russia è allo studio attivo di un piano anti-asteroide, e anche l’Europa sta lavorando al progetto NEOShield, l’America, nelle parole della NASA ammette che in realtà, alle condizioni attuali, per evitare una tragedia non resta che “pregare”.