Allerta su vongole veraci nostrane contaminate da tossine

Quando arriva l’estate, la voglia di pesce ed in particolare di molluschi, si fa sempre più grande. Che si tratti di acquistarli o di mangiarli al ristorante, si tratta infatti di un alimento particolarmente gradito, specie nelle zone di mare. Tra tutti, i molluschi le vongole veraci nostrane sono uno dei più apprezzati, per via della loro versatilità e della famosa pasta con le vongole veraci nostrane.

È quindi importante sapere che il 23 maggio è stato fatto un richiamo proprio su questo prodotto, dal ministero della Salute attraverso un’apposita sezione del suo sito ufficiale, in modo da salvaguardare la salute dei consumatori. Delle vongole veraci nostrane provenienti dall’Italia sono infatti state classificate come molto pericolose.

Nel dettaglio si tratta di 11 lotti delle “VONGOLE VERACI NOSTRANE” a marchio NIEDDITTAS confezionate in rete da 1 kg, nello stabilimento di Arborea in località Corru Mannu, in provincia di Oristano in Sardegna e sono : NS-221008-13 del 13/05/2022, NS-221025-14  del 14/05/2022, NS221025-15, e NS-221036-15 del 15/05/2022, NS-221044-16 del 16/05/2022, NS-221044-17 e NS-221062-17 del 17/05/2022, NS-221062-18 e NS-221067-18 del 18/05/2022, NS-221079-19 del 19/05/2022, NS-221079-20 del 20/05/2022.

I richiami sono stati necessari per superamento limiti di acido okadaico (biotossine algali) e per la possibile presenza di biotossine algali DSP. Da sempre il consumo degli stessi è considerato uno dei principali responsabili di trasmissione all’uomo di numerose malattie di origine batterica e virale. A queste si aggiungono anche – a causa della cattiva abitudine di non cuocere le vongole veraci nostrane o di farlo in maniera inadeguata – intossicazioni da Biotossine algali.

Negli ultimi tempi, nel mare Adriatico, si è assistito alla proliferazione della cosiddetta alga Dinophysis sp, produttrice questa della tossina Dsp che ha reso necessaria una continua vigilanza sanitaria.

Eutrofizzazione delle aree costiere

Il fenomeno, secondo gli esperti, è molto probabilmente legato all’eutrofizzazione delle aree costiere che provoca fenomeni di “Bloom Algali” con conseguenti cambiamenti di colore dell’acqua dovuti all’elevata proliferazione di cellule algali. In condizioni favorevoli – temperatura, considerevole presenza di nutrienti ecc. – si può raggiungere una densità pari a 60-70 milioni di cellule litro. Nello specifico, le Dinophysis sono responsabili della produzione di tossine del gruppo dell’acido okadaico, ovvero composti liposolubili divisi in tre categorie con meccanismi di azione e alterazione differenti.

L’unico consiglio che può mettere al riparo da queste pericolose intossicazioni, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, oltre ad acquistare i molluschi esclusivamente attraverso “canali autorizzati all’interno di sacchetti con etichette che ne riportano la provenienza“, sta nella cottura delle vongole, sistema che inattiva le tossine e mette al riparo da qualunque patologia del genere.

Per evitare spiacevoli episodi, è bene seguire alla lettera le regole stilate dagli esperti:

  1. I molluschi devono essere venduti in una retina e mai immersi in acqua o in altri liquidi. È necessario che la confezione, debitamente sigillata, rechi un’etichetta indicante la provenienza del prodotto.
  2. Al momento dell’acquisto il guscio deve risultare completamente integro e chiuso. In caso contrario le vongole veraci nostrane potrebbero essere avariate.
  3. Mettere i molluschi in frigo quanto prima e consumarli entro poche ore non reimmergendoli nell’acqua di mare.
  4. Cuocere le vongole veraci nostrane in un tegame o in una casseruola capiente a fuoco basso per dieci minuti. Se qualche cozza rimane chiusa, è bene eliminarla.