BAMBINI ALLATTATI AL SENO – Qualche punto in più nei test di intelligenza per i bambini che sono stati nutriti almeno fino a sei mesi di vita esclusivamente con il latte materno, tra le braccia della loro mamma. Un nuovo studio sottolinea il ruolo delle neo mamme nella formazione dell’intelletto negli individui della prossima generazione.

Lo studio ha coinvolto più di 1300 mamme e i loro bambini, che sono stati allattati al seno per periodi che vanno da meno di un mese a più di un anno. Si è scoperto che ogni mese di allattamento comporta un aumento di 0,3 punti relativi al quoziente di intelligenza, misurato al compimento dei 3 anni di vita del bambino con i test di intelligenza normalmente utilizzati per le statistiche di questo tipo. La stessa misurazione, a 7 anni, ha confermato aumenti nel QI di 0,5 punti negli stessi bambini.

L’importanza del fattore “allattamento al seno” è stata confermata anche quando i ricercatori hanno messo a confronto il QI dei genitori dei genitori, il livello di reddito, l’occupazione e la formazione.

I vantaggi maggiori sono stati misurati nei casi di bambini allattati esclusivamente al seno per i primi sei mesi.

Dobbiamo fare tutto ciò che possiamo per aiutare le donne a portare avanti la decisione di allattare al seno“, ha detto l’autrce principale dello studio, la dottoressa Mandy Belfort, neonatologa presso l’Ospedale Pediatrico di Boston e docente di pediatria presso la Harvard Medical School.

Lo studio non è il primo a collegare l’allattamento al seno al maggiore sviluppo dell’intelligenza. Uno studio del 2010, pubblicato sulla rivista Pediatrics, aveva rivelato che i bambini allattati al seno per sei mesi o più “battevano” i loro compagni di classe alimentati con latte in polvere e biberon in molti campi, come prove di lettura, scrittura e matematica, ancora all’età di 10 anni.

Come l’allattamento al seno agisce positivamente sul QI rimane ancora poco chiaro. La Belfort e i suoi colleghi ipotizzano che il latte materno può contenere alcuni nutrienti non identificati che favoriscono lo sviluppo del cervello, ma che possa essere determinante anche il legame tra madre e bambino durante quelle molte ore che allattante e allattato trascorrono insieme al fine della nutrizione del neonato.

L’attamento al seno è sempre più rivalutato negli ultimi anni, occorrerebbe una sensibilizzazione non solo delle mamme che fanno questa scelta per i loro figli, ma anche di chi ha il potere di intervenire sulle strutture sociali e sostenere la scelta. La duchessa di Cambridge, Kate Middleton, ha scelto l’allattamento al seno per il principe George; oltre ad avere il supporto di esperti per allattare al meglio il suo bambino, il suo ruolo le permette di disporre a piacimento del suo tempo e dedicarsi totalmente alle esigenze del bambino di essere nutrito. Non si può dire lo stesso per tutte le donne che lavorano, richiamate al “dovere” e costrette ad abbandonare l’allattamento al seno a favore di quello artificiale molto prima che avvenga lo svezzamento dei loro figli secondo i ritmi istintivi e naturali.