Soprattutto antibiotici, ma anche antiasmatici e corticosteroidi; troppe prescrizioni di medicine ai bambini, anche quando la cura non è strettamente necessaria. Perché? Se lo sono chiesto, dopo un attento studio statistico, i pediatri della Società italiana di pediatria, SIP, e se ne parla al 68° congresso di Roma.

Una prima risposta al perché della somministrazione esagerata di farmaci ai più piccoli, nelle parole del presidente della SIP, Alberto Ugazio: “Spesso sono i genitori che sono sempre più desiderosi che i loro piccoli guariscano velocemente (anche per poterli riportare in fretta al nido o a scuola) a sottoporre i pediatri a una pressione prescrittiva cui non è facile resistere, nonostante la grande maggioranza delle malattie infettive, soprattutto nei primi anni, siano virali”.

Già perché in effetti si continua ad ignorare che gli antibiotici non sono una cura efficace per raffreddore e influenza, anzi, le terapie a base di antibiotici somministrate senza che ne sussista un effettivo bisogno rendono i batteri più resistenti e l’organismo più vulnerabile.

Differenze tra Nord e Sud d’Italia sulla quantità di farmaci prescritti ai bambini: secondo il rapporto “Arno Bambini” riferito ai dati del 2010, al 46% dei bambini del Nord viene somministrato almeno un farmaco l’anno, mentre la percentuale di bambini che assumono almeno un medicinale, al Sud, sale al 76%. Esclusi dal calcolo i farmaci cosiddetti “da banco”, quelli cioè che non necessitano di prescrizione medica per essere acquistati.

Vero è che, dal punto di vista economico, i farmaci generici hanno abbassato la spesa globale per i farmaci. Ma c’è il rischio che anche questo sia un motivo di rinforzo per la tendenza all’abuso di farmaci, soprattutto di antibiotici.