Allarme rosso cyberattacchi USA, come prima 11 settembre.

La minaccia di attacchi informatici contro gli Stati Uniti, in particolare dalla Russia, è arrivato ad “punto critico”, da allarme rosso, paragonando i “segnali d’allarme” a quelli che precedettero l’11 settembre. Il direttore dei servizi segreti degli Stati Uniti, Dan Coats, in vista del summit tra Donald Trump e il suo omologo russo Vladimir Putin, ha detto:

“I segnali di allarme sono presenti. Il sistema lampeggia, quindi penso che abbiamo raggiunto un punto critico”, ha detto Coats venerdì a un evento a Washington.

“Oggi l’infrastruttura digitale del paese viene letteralmente attaccata e i peggiori autori di questi attacchi informatici sono Russia, Cina, Iran e Corea del Nord“, ha aggiunto, anche se ha chiarito che la Russia è “l’attore straniero più

aggressivo”.

“Fu nei mesi precedenti all’11 settembre che, stando all’allora direttore della CIA, George Tenet, il sistema lampeggiò rosso” come ora.

“Gli agenti russi e altri stanno cercando di sfruttare le vulnerabilità della nostra infrastruttura“, ha detto Coats, che ha affermato che l’obiettivo degli attacchi è quello di interrompere il normale corso della democrazia americana.

Anche se non ci sono segni di interferenze sulla strada per le elezioni legislative di novembre, come visto nella campagna presidenziale del 2016, Coats ha detto che “siamo consapevoli che siamo a un solo clic da una situazione simile”.

La giustizia degli Stati Uniti ha accusato l’altro giorno, 12 agenti segreti russi per aver hackerato le e-mail del Partito Democratico durante la campagna presidenziale del 2016, che è stata vinta dal candidato repubblicano Donald Trump.