Allarme biotossine per le cozze di Santa Gilla (Sardegna): "non comprate i molluschi in strada"

Ancora un’allarme sulle cozze, dopo l’allarme diramato in Italia alcuni mesi fa dal Ministero della Salute, sulla contaminazione dei molluschi. Allarme biotossine per le cozze provenienti dalla laguna di Santa Gilla (Sardegna). A lanciarlo è l’Ats Assl di Cagliari, all’esito di analisi effettuate dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna su campioni di mitili prelevati nella laguna, nell’ambito del piano di monitoraggio predisposto dall’Assessorato regionale alla Sanità.

Nello specifico sono stati rilevati elevati contenuti di biotossine algali di tipo PSP, ad “alta pericolosità per la salute umana”.

La biotissina Psp trovata nelle acque di Santa Gilla provoca paralisi e può portare anche alla morte, in seguito al blocco della muscolatura respiratoria o del cuore stesso. In questo momento la pesca da parte degli operatori autorizzati è già stata interdetta, limitatamente alla laguna di Santa Gilla.

Il rischio, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, rilanciando le raccomandazioni del Servizio di Igiene degli Allevamenti e delle produzioni zootecniche, è che i mitili prelevati abusivamente dalla laguna possano esser commercializzati al di fuori dei canali legali, mettendo a grave rischio la salute dei consumatori.

Mentre i molluschi acquistati esclusivamente attraverso “canali autorizzati all’interno di sacchetti con etichette che ne riportano la provenienza, possono essere acquistati in sicurezza”. Il veterinario Alberto Mua, responsabile del servizio sopra citato, chiarisce:

“Il consumo dei cozze e arselle non deve fermarsi. Nelle pescherie e nei centri commerciali i molluschi sono in vendita regolarmente nei sacchetti, nei quali è contenuta la loro provenienza che sarà appunto Olbia o Arborea, quindi senza alcun rischio per la salute”.