Avrebbe potuto colpire un areo di linea americano, in occasione dell’anniversario della morte di Osama Bin Laden, ma grazie alla CIA e alle Unità Internazionali Antiterrorismo, il tentativo di attentato della settimana passata è stato sventato.

Un kamikaze yemenita avrebbe dovuto indossare della biancheria intima contenente dell’esplosivo e mescolarsi ai passeggeri di un volo di linea degli Stati Uniti. La strategia ricorda un altro attentato, anche questo fallito, perpetrato nel Natale del 2009 per colpire il volo della compagnia Delta tra Amsterdam e Detroit. Allora, come in questo caso, l’attentato mirava a vendicare non solo Osama Bin Laden ma anche Al-Awlaki.

Ricordiamo che militari americani della Navy SEAL e agenti CIA hanno ucciso Bin Laden durante un raid nel maggio 2011, in Pakistan, e l’organizzazione Al Qaeda, riconoscendone la morte il 6 maggio, ha promesso vendetta. Mentre Anwar al-Awlaki, un attivista e ingegnere americano naturalizzato yemenita, membro di spicco di Al Qaeda, è stato ucciso da un drone americano durante un raid aereo nel mese di settembre.

Questa volta, secondo quanto dichiarato da funzionari degli Stati Uniti all’Associated Press, Al Qaeda aveva sviluppato un sistema di detonazione più raffinato, ma l’intervento della CIA ha bloccato l’attentatore suicida ancor prima che avesse scelto l’obiettivo e tantomeno acquistato il biglietto aereo che lo avrebbe portato a bordo del velivolo. Per ora non si hanno notizie ufficiali sulla sorte del presunto attentatore. Non si escludono, ne si confermano ufficialmente, legami strategici tra l’uccisione di Fahd Al Quso, altra importante figura di Al Qaeda eliminata da un raid di droni americani proprio nello Yemen, domenica scorsa, e la vicenda dell’attentato sventato.

Mentre la notizia viene diffusa solo oggi dai media, il Presidente degli Stati Uniti Obama era stato messo al corrente del progetto terroristico ad Aprile e, come riporatto dalla portavoce della Casa Bianca: “Ha ringraziato l’intelligence e l’antiterrorismo per l’incredibile lavoro e per la straordinaria abilità e l’impegno con cui hanno affrontato le loro responsabilità“.

Il 26 aprile scorso, la stessa portavoce, rassicurò il popolo americano: “Non abbiamo informazioni credibili che organizzazioni terroristiche, compresa Al Qaeda, stiano complottando attentati negli Stati Uniti in concomitanza

con l’anniversario della morte di Bin Laden“.

L’Associated Press ha dichiarato che, pur essendo venuta a conoscenza del complotto sventato la settimana scorsa, ha accettato e rispettato la strategia della Casa Bianca e le richieste della CIA di non pubblicare immediatamente la notizia, perché l’operazione di intelligence era ancora in corso. Una volta che i funzionari hanno confermato che le preoccupazioni erano state fugate, l’AP ha deciso di rivelare la notizia del presunto attentato, nonostante le richieste da parte dell’amministrazione Obama di attendere per l’annuncio ufficiale di oggi.

Ora l’ordigno è oggetto di studio approfondito; parte degli esami sono destinati a capire se la bomba avreppe potuto passare inosservata attraverso i sistemi di sicurezza aeroportuale, e se avrebbe avuto veramente il potere di abbattere un aereo.

La parte esterna dell’ordigno non conterrebbe metallo, il che significa che probabilmente avrebbe potuto passare inosservata attraverso un normale metal detector dell’aeroporto. Ma non è chiaro se i nuovi body scanner utilizzati in molti aeroporti avrebbero potuto rilevare l’ordigno.

Si sospetta, per la costruzione dell’ordigno, l’opera di Ibrahim Hassan al-Asiri, artefice già della costruzione della bomba che Al Qaeda tentò di usare nel 2009 e dell’esplosivo nascosto nelle cartucce per stampanti che vennero imbarcate su aerei cargo nel 2010.