Tanzania: Gli scimpanzé del Parco Nazionale del Gombe. Google Maps e Street View ancora protagonisti con una pagina dedicata alla foresta dove Jane Goodall ha svolto le sue ricerche sugli scimpanzé. Con questa presentazione si apre la pagina “Gombe Tanzania”, un mix interattivo tra Google Maps e Street View, il cui link viene pubblicato nella home page di Google Italia oggi lunedi’ 17 novembre 2014, con la dicitura “Novità! Gli scimpanzé del Parco Nazionale del Gombe, Tanzania su Google Maps“.

Una pagina molto lunga da caricare come avvenuto nel caso di “Piramidi di Giza: Visita con Google Maps Street View“. Pagina web ricca di immagini e video molti affascinanti che rendono omaggio ad uno dei luoghi piu’ belli e per certi versi misteriosi del pianeta. Vi riportiamo di seguito il contenuto della pagina di google in modo che possiate avere un facile e rapido accesso ai contenuti testuali.

Un viaggio nelle foreste africane. Il Parco Nazionale di Gombe ospita la popolazione di scimpanzé in libertà su cui è disponibile il maggior numero di studi documentati. L’etologa Jane Goodall iniziò qui la sua ricerca più di 50 anni fa, ma l’eredità delle sue scoperte scientifiche è viva ancora oggi. Guarda più da vicino.

Capire e proteggere gli scimpanzé. 54 anni di ricerche. 200.000 ore di osservazione. 40 storie di vita complete.

Un giorno nella vita di uno scimpanzé.

Com’è vivere nella foresta? Trascorri un po’ di tempo con gli scimpanzé di Gombe come Glitter e Gossamer e impara a conoscere le abitudini di queste creature che hanno il 98% di DNA in comune con noi. Come farsi dare un passaggioCamminando nella foresta incontriamo Glitter con la figlia Gossamer in spalla. Generalmente le femmine di scimpanzé partoriscono 4-6 cuccioli, a circa cinque anni di distanza uno dall’altro. Il parto gemellare è un evento raro, sebbene proprio Glitter abbia una sorella gemella. I giovani scimpanzé trascorrono i primi 10 anni di vita con la madre e per i primi 3-4 anni adorano farsi portare in spalla in questo modo. Esplora questo luogo.

Arrampicatore sociale. Questo scimpanzé fa parte della Famiglia G e ha un nome memorabile: Google. Chiamato così in onore della duratura partnership tra il Jane Goodall Institute e Google, questo scimpanzé fa parte della comunità di Kasakela, una delle tre che vivono nel Parco del Gombe. Sebbene una comunità possa contare più di 160 scimpanzé, essi tendono a trascorrere il loro tempo da soli o in gruppi più piccoli. Esplora questo luogo.

Tutto il tempo a ciondolare. Gli scimpanzé passano circa sette ore al giorno a mangiare, quando non mangiano si riposano, giocano e si prendono cura del proprio corpo. Sono animali altamente sociali e comunicano in gran parte con le stesse modalità usate dall’uomo: si baciano, si abbracciano, si solleticano e si prendono per mano. Inoltre urlano e battono i piedi proprio come facciamo noi. Di notte gli scimpanzé per dormire si fanno un nido fra gli alberi. Esplora questo luogo.

Ecco le creature che vivono a Gombe.

Come tutte le foreste, il Parco Nazionale di Gombe è un ecosistema unico fatto di reature di tutte le forme e dimensioni. Impara a conoscerle.

Scimpanzé – Pan trogloditi. Alzati in piedi! Gli scimpanzé sono in grado di stare in posizione eretta sulle zampe posteriori, tuttavia sono knuckle-walker (deambulano appoggiandosi sui piedi e sulle nocche delle mani). Gli scimpanzé non solo sono dotati di grande abilità manuale e pollici opponibili come gli uomini, ma anche di dita lunghe e grandi alluci prensili che permettono loro di stare saldamente aggrappati ai rami degli alberi mentre si procurano il cibo.

Babbuino verde – Papio anubis. Amici o nemici? Sebbene babbuini e scimpanzé giochino insieme nel corso della loro infanzia, durante la vita adulta i loro rapporti diventano decisamente meno amichevoli. Babbuini e scimpanzé competono per procacciarsi le stesse fonti di cibo e gli scimpanzé possono uccidere e sbranare piccoli babbuini. Diversamente dagli scimpanzé, i babbuini amano nuotare, tuffarsi e giocare nell’acqua.

Vipera arboricola – Atheris. Attento a dove metti i piedi! Nel sottobosco ci si può imbattere in questo serpente velenoso e squamato, comune nella foresta di Gombe. Gli scimpanzé sembrano nutrire lo stesso fascino e paura istintiva per i serpenti che proviamo noi. Emettono addirittura una specifica vocalizzazione (il “wraa per il serpente”) per avvisare gli altri scimpanzé dell’incontro con i serpenti nella foresta.

Scarabeo stercorario – Scarabaeoidea. Ecco a voi il grande riciclatore. Questi scarabei arrotolano pallottole di sterco che seppelliscono in terra dopo avervi deposto le uova o che utilizzano addirittura per costruirci la tana. Questi insetti ricoprono ruoli di vitale importanza nell’ecosistema: si occupano della dispersione dei semi e dell’integrazione dei nutrienti nel terreno.

Millepiedi – Spirostreptida. Quante zampine! I millepiedi si riconoscono per le numerose paia di zampe con cui si muovono sul terreno della foresta, dove contribuiscono alla decomposizione di sostanze vegetali, funghi, animali ed insetti. Le zampe di questo artropode sono importantissime anche durante il suo elaborato rito di corteggiamento.

La tradizione della ricerca a Gombe.

Prima delle osservazioni di Jane a Gombe, si credeva che gli esseri umani fossero le uniche creature sulla terra a utilizzare strumenti. Gombe è da sempre un centro dove, sotto la guida del Jane Goodall Institute, si conducono studi innovativi, incentrati su scimpanzé, conservazione e comunità.

Sulle rive del Lago Tanganica. Il Parco Nazionale di Gombe è un’area di territorio protetta, situata nell’estremità occidentale della Tanzania. Il parco, che si sviluppa lungo le rive del Lago Tanganica, è una combinazione di distese erbose aperte e di foreste decidue con alberi sempreverdi. Nella foresta di Gombe vive la popolazione di scimpanzé più studiata al mondo. Esplora questo luogo.

Una foresta di scimpanzé. Gli scimpanzé sono nativi delle foreste dell’Africa centrale e occidentale, compresa la Tanzania. Vivono vicino agli alberi, perché la loro dieta è prevalentemente a base di frutta, ma apprezzano anche foglie, insetti e piccoli mammiferi (scimmie comprese). Se cammini in una foresta di scimpanzé, sentirai gli urli e i grugniti che si lanciano per chiamarsi e rispondersi. Questi vocalizzi, chiamati “pant-hoot” sono dei forti richiami che gli scimpanzé utilizzano per identificarsi e comunicare con gli altri. Esplora questo luogo.

L’arrivo di Jane. Nel 1957, l’allora ventitreenne Jane Goodall si trasferì dall’Inghilterra, dove era nata, in Africa orientale, inseguendo la passione che aveva fin dall’infanzia per gli animali africani. Iniziò a lavorare per il famoso paleontologo Louis Leakey, il quale era convinto che lo studio dei primati potesse rivelare informazioni sui progenitori della specie umana. Lo spirito avventuroso di Jane la condusse, nel luglio del 1960, nella foresta di Gombe, ma ciò che veramente cambiò il corso della primatologia moderna furono le sue ricerche pionieristiche. Esplora questo luogo.

La raccolta di dati nell’ambiente naturale. Appena trasferita a Gombe, Jane viveva in una tenda con sua madre, osservava la natura utilizzando binocoli di seconda mano e prendeva appunti con carta e penna. Trascorreva l’intera giornata guardando i movimenti degli scimpanzé, prendendo appunti sulle loro abitudini quotidiane e sulla loro struttura sociale. Ben presto capì che le sue osservazioni mettevano in discussione la maggior parte delle nozioni comuni sugli scimpanzé.

Una pioniera nella ricerca. All’inizio gli scimpanzé erano diffidenti con Jane e, muovendosi a grande distanza da lei, rendevano particolarmente difficile il suo lavoro di ricerca. Col passare del tempo, Jane divenne una figura familiare a cui si abituarono, tanto da permetterle di osservarli da vicino e, persino, di interagire con loro. Jane ha visto gli scimpanzé divertirsi, giocare, fare “grooming” (pulire il proprio pelo e quello di altri individui), mangiare e cacciare. È stata anche testimone della loro violenza e ha persino assistito alla guerra tra gruppi di scimpanzé. Vivendo nel loro stesso ambiente naturale, Jane stava scoprendo il mondo segreto degli scimpanzé.

La svolta. Durante il suo primo anno di studio, Jane scoprì che uno scimpanzé, chiamato David Greybeard, si serviva di un filo d’erba per estrarre termiti dalle piccole cavità. Stava usando l’erba come strumento, un comportamento che fino a quel momento gli scienziati ritenevano circoscritto all’essere umano. Le osservazioni di Jane rivoluzionarono il nostro pensiero sul rapporto fra esseri umani e regno animale. Ora sappiamo che gli scimpanzé sono i parenti più stretti dell’uomo e hanno in comune con noi il 98% del DNA.

Generazioni di conoscenze. Jane era una ricercatrice non convenzionale del mondo animale, in quanto ai soggetti che studiava attribuiva un nome invece di assegnare loro un numero. Definì un sistema di attribuzione in base al quale ai piccoli veniva dato un nome con la stessa iniziale del nome della madre. Questo albero genealogico mostra i membri della Famiglia G, che fa parte della più estesa comunità di scimpanzé di Kasakela. Google, Glitter e Gossamer sono ora visibili in Street View.

L’eredità di Jane. Nel 1977 fu fondato a Gombe il Jane Goodall Institute per proseguire gli studi sulle basi delle ricerche esistenti e ampliare la portata del lavoro scientifico di Jane e della sua visione filantropica. Oggigiorno la missione del JGI va oltre i confini di Gombe, dato che l’organizzazione si batte per proteggere l’85% degli scimpanzé e dei loro habitat in tutta l’Africa. Inoltre, coinvolge giovani in tutto il mondo nell’ambito di progetti di conservazione a livello di comunità, attraverso il programma Roots & Shoots.

Un centro per la ricerca scientifica.

Gli scienziati del Centro di Ricerche di Gombe Stream lavorano in stretta collaborazione con laboratori di ricerca di tutto il mondo, tra cui la Duke University, per sviluppare ulteriormente gli studi accademici. Utilizzando i risultati dei lunghi anni di ricerche eseguiti a Gombe come dati di base, gli scienziati sono in grado di prevedere come eventuali cambiamenti nell’ambiente e nella struttura sociale e le malattie possano influire sulle popolazioni di scimpanzé. Inoltre, gli studi sugli scimpanzé possono svelare informazioni sugli esseri umani (ad esempio, alcuni studi svolti sul SIV negli scimpanzé di Gombe hanno contribuito alla ricerca sul virus dell’HIV).

Conservazione incentrata sulla comunità. Il JGI ha inoltre investito in un programma di conservazione delle comunità, che fornisce i mezzi alle popolazioni locali per creare fonti di reddito sostenibili, promuovendo allo stesso tempo obiettivi di conservazione, come la riforestazione e la sospensione del commercio degli animali selvatici. Grazie a investimenti nel campo della salute e dell’educazione e ad attività di formazione in gestione delle risorse, agricoltura e patrimonio forestale, i programmi di conservazione incentrata sulla comunità promuovono la prosperità economica e culturale, proteggendo allo stesso tempo le risorse naturali.

Monitoraggio delle foreste. Proteggere gli scimpanzé significa proteggere il loro habitat, ovvero qualcosa che va oltre i confini del parco. Il JGI sta distribuendo smartphone e tablet Android dotati di GPS ad abitanti e guardiani dei parchi in tutta l’Africa. Queste persone incaricate di monitorare le foreste sono in grado di registrare e comunicare la presenza di animali selvatici e attività umane illegali grazie ai dispositivi di cui sono forniti. I dati vengono poi caricati nella cloud, analizzati utilizzando Google Earth Engine e condivisi con chi ricopre ruoli decisionali.

Tecnologia e salvaguardia degli scimpanzé. Quando i dati raccolti sul campo e inviati dagli addetti al monitoraggio vengono combinati con le immagini via satellite, gli scienziati che si occupano della salvaguardia della specie sono in grado di monitorare la salute dell’habitat degli scimpanzé su larga scala. Grazie all’utilizzo di tecnologie innovative, questi scienziati possono programmare, implementare e misurare le attività volte alla conservazione dell’habitat. Il JGI sta operando per implementare le attività di monitoraggio delle foreste in tutto l’habitat degli scimpanzé al fine di permettere l’accesso globale alle conoscenze locali.

Un laboratorio vivente. Con il suo ecosistema unico, una popolazione di scimpanzé scrupolosamente documentata e oltre 50 anni di ricerche rivoluzionarie, Gombe è un laboratorio vivente. Le scoperte compiute nella foresta di Gombe sono applicabili a ecosistemi in tutto il mondo. In quanto luogo ricco di bellezze naturali, importante habitat di specie animali selvatiche e centro di ricerca scientifica, Gombe è davvero un posto unico al mondo.

Un messaggio da parte di Jane Goodall. “Quando sono partita per Gombe, desideravo osservare gli scimpanzé che vivevano in quella regione e raccogliere informazioni su di loro. Ciò che ho imparato durante gli anni di ricerche a Gombe mi ha ispirata e arricchita. Spero che il vostro viaggio, attraverso questo sito web e le immagini di Street View, vi conduca lungo un simile percorso di conoscenza e di scoperte. Nel corso della mia esperienza a Gombe e negli anni successivi, ho imparato di prima mano quanto sia importante per ciascuno di noi comprendere il mondo in cui viviamo. Perché solo se riusciamo a comprenderlo profondamente diventerà importante per noi, e solo quando ci starà davvero a cuore saremo pronti a fare di tutto per difenderlo. È così che si cambiano le cose. È così che potremo realizzare i cambiamenti necessari per vivere in equilibrio e armonia con questo pianeta che chiamiamo casa”. ~ Dott. Jane Goodall, PhD, DBE e Messaggero di pace delle Nazioni Unite ~ Fondatrice dell’Istituto Jane Goodall ~ 21 ottobre 2014.

Esplora il Parco Nazionale di Gombe. Scopri alcune delle centinaia di specie che vivono a Gombe, seguendo i percorsi sulla spiaggia e i sentieri nella foresta in Street View.

Ulteriori informazioni.

L’organizzazione Tanzania National Parks (TANAPA) gestisce 16 parchi in tutto il Paese. Dalle foreste di Gombe al Serengeti, l’Organizzazione protegge la bellezza naturale della Tanzania e sostiene il turismo responsabile all’interno di questi tesori nazionali e nelle zone circostanti. www.tanzaniaparks.com.

Fondato nel 1977, il Jane Goodall Institute prosegue le ricerche pionieristiche della Dott.ssa Goodall sul comportamento degli scimpanzé, elaborando le intuizioni scientifiche sul rapporto tra esseri umani e animali. Il JGI è leader mondiale nella protezione degli scimpanzé e dei loro habitat ed è rinomato per l’attuazione di programmi innovativi incentrati sulle comunità, sulla conservazione e lo sviluppo in Africa, fra cui Roots & Shoots, un programma sull’ambiente rivolto ai giovani che conta gruppi in oltre 120 Paesi. www.janegoodall.org.

Google Earth Outreach per il sociale è un programma progettato specificamente per aiutare le organizzazioni umanitarie e senza fini di lucro di tutto il mondo a sfruttare la potenza di Google Earth e Maps per illustrare e sostenere l’importante lavoro che svolgono. I progetti di Google Earth per il sociale sono mirati alla tutela dell’ambiente, alla conservazione culturale, agli aiuti umanitari e molto altro. www.google.com/earth/outreach.

Alla fine della pagina vengono suggeriti altri Trek realizzati da Google: Fiume Colorado negli Stati Uniti, Churchill in Canada, Taj Mahal in India, Venezia in Italia, Isole Galapagos in Ecuador, Torre Eiffel a Parigi in Francia, Monte Fuji in Giappone, Burj Khalifa in Dubai, Iqaluit in Canada, Monte Everest in Nepal, Grand Canyon negli Stati Uniti, la grande barriera corallina in Australia, Bacino dell’Amazzonia in Brasile, Kennedy Space Center negli Stati Uniti.