Sistema immunitario reagisce in modo "aggressivo" a troppi grassi e calorie del Fast Food | Alimentazione Salute News

“Mangiare pollo fritto del Kentucky è come far parte di un complotto contro se stessi”, recita una frase celebre di
Mel Gibson interpretando Jerry Fletcher nel film Ipotesi di complotto, una pellicola thriller/azione del 1997. E come dargli torto dopo la recente e ulteriore scoperta portata a termine durante una ricerca dell’Università di Bonn.

Lo studio avrebbe rivelato che il sistema immunitario reagirebbe ai cibi dei fast food come a un’infezione batterica. Lo studio in questione pubblicato su Cell avrebbe evidenziato che troppi grassi e calorie sembrerebbero rendere le difese del corpo più aggressive a lungo termine.

Peraltro, anche dopo il passaggio a una dieta sana, rimarrebbero i segni di quella squilibrata.

Questi cambiamenti possono contribuire allo sviluppo di aterosclerosi e diabete. I test sono stati effettuati su dei topi che per un mese sono stati nutriti con alimenti ricchi di grassi, zuccheri e poche fibre. Gli animali hanno sviluppato una forte risposta infiammatoria in tutto il corpo, e solo quando sono tornati alla loro tipica dieta a base di cereali per altre quattro settimane l’infiammazione è scomparsa, lasciando però delle sequele in alcuni geni.

I ricercatori sono riusciti a identificare il “sensore fast food” nelle cellule immunitarie, che riconosce il cosiddetto “cibo spazzatura” come pericoloso. Insomma, ancora una volta, per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” la scienza conferma i danni che una dieta grassa e ipercalorica può portare anche a lungo termine sulla nostra esistenza. Un motivo in più per modificare in meglio le nostre abitudini alimentari.