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L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) parla della “Malattia X” dal 2017, una condizione causata da un pericoloso patogeno ancora sconosciuto che avrà la capacità di scatenare una pandemia. Il covid-19 è stata la prima malattia a soddisfare queste specifiche, ma l’organismo dell’ONU avverte che ce ne saranno altre in futuro e che è necessario essere preparati.

“Alcuni dicono che questo può causare panico”, ha detto il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel recente incontro annuale del Forum Economico Mondiale. “No. È meglio anticipare qualcosa che potrebbe accadere — perché è successo molte volte nella nostra storia — e prepararsi per essa”.

Malattie X nel passato, presente e futuro

Il covid-19 ci ha ricordato, in modo spiacevole, che esistono virus capaci di scatenare una pandemia con il potenziale di causare un collasso nella società a livello globale, mettendo a rischio la nostra civiltà. Questo tipo di patogeni sono esistiti in passato, esistono ora e continueranno ad esistere in futuro.

La spagnola influenzò già nel 1918 uno dei focolai virali più mortali della storia. Altri coronavirus come SARS e MERS hanno causato devastazione in varie regioni dell’Asia ancora ben presenti nella memoria dei suoi cittadini. E, in questo momento, una nuova e pericolosa epidemia di influenza aviaria sta decimando le vite di 14.000 elefanti marini in Argentina, così come di molti altri mammiferi in tutto il pianeta e potrebbe contagiare gli esseri umani.

“I virus adattati ai mammiferi marini possono avere alcuni tratti che aumentano la probabilità di trasmissione agli esseri umani”, afferma Ron Fouchier, dell’Erasmus University Medical Center di Rotterdam (Paesi Bassi), in dichiarazioni a New Scientist. “Lo abbiamo visto con l’H10N7 in Europa nel 2014 e con l’influenza aviaria H5N1 in casi isolati di infezione delle foche”.

Oltre a questi virus, i ricercatori sono preoccupati per altri con potenziale pandemico che devono ancora emergere, alcuni molto più antichi dell’influenza che ha causato l’influenza spagnola. Gli scienziati avvertono da anni che il disgelo potrebbe far sì che pericolosi virus attualmente congelati nell’Artico si liberino e ritornino in vita, scatenando un nuovo focolaio. Un team di biologi è riuscito ad isolare ceppi di questi virus zombie e teme che possano causare una nuova emergenza medica globale in qualsiasi momento.

La lotta contro le Malattie X

La pandemia causata dal covid-19 non sembra averci resi migliori, ma almeno ci ha convinti che questi patogeni sono un rischio reale per la nostra specie in un mondo così interconnesso e globalizzato come il nostro.

Lo sviluppo di nuovi vaccini basati sull’ARNm ci ha permesso di attenuare l’impatto del covid-19 e potrebbe aiutarci a fermare qualsiasi futura Malattia X. Questa tecnologia è altamente adattabile e consente di riprogrammare rapidamente i vaccini in modo che siano in grado di attaccare nuovi patogeni.

Inoltre, sembra che alcuni governi si siano attivati riguardo alla prevenzione di questo tipo di malattie. Bruxelles ha istituito una sorta di autorità antipandemica, l’Autorità Europea per la Preparazione e la Risposta alle Emergenze Sanitarie (HERA), nata con l’obiettivo di “prevedere le minacce e le possibili crisi sanitarie attraverso la raccolta di informazioni e lo sviluppo delle capacità di risposta necessarie“.

Secondo quanto spiegato dalla Commissione, HERA propone un piano d’urto contro le pandemie che garantirà lo sviluppo, la produzione e la distribuzione di farmaci, vaccini e altre contromisure mediche, come guanti e mascherine, per evitare la scarsità che è emersa nella prima fase della risposta alla pandemia da covid-19.

“Quando gli ospedali sono stati sopraffatti [dal covid], abbiamo perso molte persone perché non potevamo occuparcene. Non c’erano abbastanza posti, non c’era abbastanza ossigeno”, afferma Tedros. Il direttore generale dell’OMS ritiene che ci sia ancora molto da fare e avverte che, per evitare che accada lo stesso quando arriverà la prossima Malattia X, i servizi sanitari devono essere in grado di espandere la propria capacità in base alla domanda.

Prepararsi è fondamentale, ma senza creare panico

In conclusione, L’articolo dell’OMS sulla “Malattia X” è un invito a non abbassare la guardia dopo la pandemia di COVID-19. È importante prepararsi a future minacce pandemiche, ma è fondamentale farlo con prudenza e senza creare panico.

Prepararsi significa:

  • Investire nella ricerca e nello sviluppo di nuovi vaccini e tecnologie per la diagnosi e il trattamento di malattie infettive.
  • Rafforzare i sistemi sanitari nazionali e internazionali per renderli più resilienti alle pandemie.
  • Promuovere la collaborazione internazionale per la sorveglianza e la risposta alle minacce sanitarie globali.

È importante, però, non alimentare inutili paure. La “Malattia X” non è ancora una realtà e non è detto che si manifesterà mai. È fondamentale mantenere la calma e basare le proprie azioni su dati scientifici e non su ipotesi apocalittiche.

In conclusione, il messaggio dell’OMS è chiaro: la prossima pandemia potrebbe essere peggio del COVID-19, ma possiamo prepararci ad affrontarla se agiamo con razionalità e con un approccio globale.

Considerazioni di prudenza:

  • È importante non stigmatizzare le persone o gli animali che potrebbero essere portatori di una nuova malattia.
  • È fondamentale evitare di diffondere informazioni false o fuorvianti sulle pandemie.
  • Bisogna sempre fare riferimento a fonti scientifiche affidabili per informarsi sulle minacce sanitarie.

Solo con un approccio responsabile e di concerto possiamo affrontare le sfide future e proteggere la salute di tutti.